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Stefano Pirolo soffia su 60 candeline in campo: «Voglio continuare a giocare a basket»

Un’amichevole organizzata dai figli, anche loro cestisti, ha festeggiato il traguardo del pivot piacentino, che a 60 anni si diverte in Prima Divisione e non intende smettere: «Quando non mi vedo tra i convocati non sono contento»

Stefano Pirolo con i figli Paolo e Marco. Nelle foto sotto, con Gilberto Daturi e con le squadre dell'amichevole

«Aveva detto che smetteva quando avrebbe iniziato a giocare a basket il primo figlio. Poi l’ha detto per il secondogenito. Ora tocca aspettare i nipoti». La moglie Rosanna commenta così l’irrefrenabile voglia di non appendere le scarpe al chiodo di Stefano Pirolo, centro piacentino che ha appena compiuto – in campo – 60 anni. Pirolo – papà del 28enne Paolo che milita nella Robur et Fides (serie C lombarda) e del 24enne Marco (Virtus Pontedellolio, Promozione), gioca ancora in Prima Divisione, nelle file del Gossolengo. Nei giorni scorsi una partita tra “vecchie glorie” e giovani ha festeggiato il compleanno, organizzato un po’ a sorpresa dai figli cestisti. «Mi ha fatto molto piacere – racconta lo stesso Stefano - festeggiare in campo con i miei vecchi compagni, quelli attuali del Gossolengo e i coetanei dei miei due figli, che ho visto crescere nelle giovanili insieme a loro quando li accompagnavo in palestra. Ho giocato con due generazioni di cestisti a Piacenza e sono rimaste tante amicizie». Tra le “vecchie glorie” è partito in quintetto anche il 79enne Gilberto Daturi, storico dirigente del basket piacentino, con scarpe “personalizzate” e parrucca. «Fu il mio primo allenatore, convinse mia mamma a farmi giocare e mi passava a prendere a casa». 

Stefano, hai ancora voglia di fare la borsa un paio di volte a settimana?

«Diventa sempre più faticoso quando vedi il divano lì bello caldo che ti aspetta. Però il basket è uno sfogo fuori dal lavoro di tutti i giorni e la voglia mi viene sempre. È il mio ambiente, ho iniziato a 14 anni e non ho mai smesso».

Ripercorriamo la tua lunga carriera.

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«Giovanili nella Sant’Anna Piacenza (giocavo anche a calcio) dai 14. Poi a 16 il passaggio al Fulmine Piacenza, dove ho fatto tutta la trafila, esordendo anche in prima squadra. Nel 1982 vinciamo la serie D portando Piacenza in C (l’anno dopo arrivò Mario Boni). Poi, tanta Promozione: Piacenza Basket, Castelsangiovanni, Pontenure, Calendasco (l’ultima stagione in questa categoria nel 2003/2004). Dal 2004 solo Prima Divisione, prima a Calendasco e da oltre dieci anni a Gossolengo».

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