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Beccari: «La vittoria in Coppa Italia è merito di coesione e carattere. Un crescendo di emozioni incredibile»

Il presidente della Bakery dopo il trionfo di domenica: «Vedere i giocatori e lo staff commossi dopo la vittoria è stato impagabile»

«E’ stato un crescendo di emozioni. Non era il nostro obiettivo principale, ma una vetrina importante per valutare il vero livello della Bakery di fronte alle migliori formazioni di categoria di tutta Italia. E vedere i giocatori e lo staff commossi dopo la vittoria è stato impagabile». Nella voce di Marco Beccari a quasi ventiquattro ore di distanza si sente ancora l'entusiasmo per il successo in Coppa Italia. Il primo nella storia della società piacentina, che mai aveva alzato il trofeo nei suoi 10 anni di vita.

Come hai vissuto questi tre giorni intensissimi?

«Difficile descriverli. Per me era un test, perché in campionato fino ad ora abbiamo ottenuto molte affermazioni in modo abbastanza netto. Questo era l’esame più attendibile in ottica play off, volevamo confrontarci con le avversarie più forti e abbiamo dimostrato tutto il nostro valore».

Non avete scelto la strada più semplice per conquistare la Coppa Italia.

«La squadra si è meritata il trofeo per la coesione, il carattere e la grande voglia di vincere che ha messo sul terreno di gioco. I ragazzi non si sono mai arresi, sono rimasti in partita fino all’ultimo secondo e questa è stata la chiave sia in semifinale contro Livorno sia in finale di fronte a Rieti. Nessuno ha accettato situazioni negative, nonostante gli avversari avessero conquistato anche vantaggi importanti, e hanno lottato fino all’ultimo pallone».

Riguardando le tre partite probabilmente Vico è stato il grande protagonista, ma sarebbe sbagliato citare un solo giocatore.

«Vico e Perin hanno fornito un grande contributo nei momenti complicati, ma questo lo sapevamo. Però a me piace citare Udom, un ragazzo di 20 anni che alla prima partita importante della carriera si trova a tirare i liberi decisivi a meno di 10 secondi dal termine e li infila entrambi, replicando poi nell’azione successiva. Questo ti fa capire che la Bakery è una squadra e tutti si sentono parte del gruppo. E’ uno degli aspetti più belli».

Come hai festeggiato?

«Tutti sanno che io sono il primo tifoso, dunque sono andato negli spogliatoi con la squadra. Vedere Vico con le lacrime agli occhi e il nostro coach emozionato mi ha fatto un piacere enorme. Campanella è una grandissima persona oltre che un tecnico molto preparato. La difesa messa in campo contro Rieti, una vera corazzata della categoria, dimostra ulteriormente il valore del nostro allenatore, se mai ce ne fosse stato bisogno. I nostri avversari non sapevano più cosa fare. E vederlo così felice mi ha reso orgoglioso».

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