Martedì, 21 Settembre 2021
Basket

Beccari alla quarta finale in nove anni: «Il segreto? Ostinazione e passione. Ma adesso completiamo l'opera»

Il presidente della Bakery pronto alla finale play off che assegnerà un posto in Serie A2. «Non ci siamo mai nascosti, fin dal primo giorno il nostro obiettivo è sempre stato la promozione. Ora manca un solo gradino, ma è il più difficile»

L'esultanza di Marco Beccari dopo una vittoria biancorossa

Se tre indizi fanno una prova, quattro diventano una certezza inattaccabile. E soprattutto la conferma che nel cromosoma della Bakery il dna dominante è quello della vittoria. Per la quarta volta in nove anni la formazione biancorossa si trova a giocare una finale play off, a testimonianza che l’obiettivo di Marco Beccari, deus ex machina della società, è sempre stato uno solo.

«In effetti – spiega il presidente - a guardare questi risultati posso solo dire: tanta roba».

Qual è il segreto di un club che punta sempre ai vertici e spesso riesce anche a vincere?

«Sicuramente ostinazione e passione. Poi, è chiaro, ci vuole anche un pizzico di fortuna nello scegliere persone e uomini adatti al nostro obiettivo».

Dopo una stagione dominata, con la vittoria della regular season, della Coppa Italia e della seconda fase di campionato, non giocherete la semifinale perché Rimini, il vostro avversario, è stato fermato dal Covid. Quando avete avuto la notizia quali sono state le sensazioni?

«Nel momento in cui i dirigenti romagnoli mi hanno chiamato ho pensato subito a uno scherzo. Devo dire che ovviamente dal punto di vista del nostro cammino verso l’obiettivo finale è una fortuna, ma da sportivo provo rammarico. Mi metto nei panni di Rimini, hanno lottato tutta la stagione per arrivare a questo momento e poi non possono giocarselo per fattori esterni, credo sia davvero frustrante. Per quanto ci riguarda invece nel momento in cui si passa un turno il bicchiere deve essere sempre mezzo pieno, diciamo che possiamo riposarci per recuperare in pieno Vico e metterci alle spalle qualche piccolo acciacco che compare sempre dopo un lungo periodo ad alto livello».

Potrebbe essere una considerazione negativa restare fermi un mese? Avete disputato Gara3 con Firenze il 21 maggio, la prima partita della finale è prevista il 13 giugno, per una squadra come la vostra che fa dell’intensità la caratteristica principale questo rappresenterà un problema?

«La nostra è una squadra atipica, che mantiene lo stesso ritmo e lo stesso livello sia la domenica sia durante la settimana. Non ho mai visto allenamenti così intensi già a partire dal martedì, dunque non ritengo possa rappresentare un ostacolo insormontabile. Poi è chiaro, senza partita qualcosa ci mancherà, ma abbiamo giocatori esperti come Vico, Birindelli e Planezio che sanno bene come gestire queste situazioni, mentre i nostri giovani quando vanno in campo dimenticano tutto quanto c’è stato fino a quel momento».

Presidente da dieci anni, uno dei quali interrotto per il Covid. Se su nove tentativi arrivano quattro finali significa che conoscete bene la ricetta del successo, non si tratta di un exploit casuale.

«Non ci siamo mai nascosti. Fin dal primo giorno siamo stati molto chiari, il nostro obiettivo è arrivare in Serie A. Era giusto puntarci e lo stiamo facendo nel modo migliore possibile».

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