menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Federico Campanella dopo il successo di Cervia (f. Ciamillo-Castoria)

Federico Campanella dopo il successo di Cervia (f. Ciamillo-Castoria)

La festa in autogrill e la dedica alla famiglia. Campanella: «Cuore, orgoglio e attributi la nostra arma vincente in Coppa Italia»

Il tecnico della Bakery dopo la storica vittoria biancorossa: «Ai ragazzi prima dell'incontro ho detto: se farete degli errori non preoccupatevi, voi continuate a osare»

“Al primo autogrill c’è chi festeggerà” cantava Ligabue. La Bakery lo ha fatto davvero dopo la vittoria di domenica in Coppa Italia. «Ci siamo fermati subito dopo l’ingresso in autostrada e abbiamo celebrato il successo con un panino e una birra». In tempi di Covid succede anche questo. Comunque l’importante non è dove si festeggia, ma come si sottolinea la prima Coppa Italia nella bacheca della Bakery.

«E’ stato molto diverso – spiega Federico Campanella, condottiero biancorosso – da come me lo aspettavo. Ti sogni di abbracciarti con i tifosi invece eravamo in un palasport con pochissime persone, ma l’importante è stato conquistare il trofeo».

Come hai vissuto i tre giorni della manifestazione romagnola, giocata fra Rimini e Cervia?

«Sono entrato in una centrifuga appena siamo arrivati per uscirne all’ultima sirena. Non c’è stato il tempo di respirare, finiti i quarti di finale io e il mio vice Matteo Brambilla abbiamo fatto le ore piccole per preparare la partita successiva e lo stesso si è verificato dopo la semifinale. Dietro questo successo ci sono un grande lavoro e tante emozioni».

Non ti chiedo se c’è stato un momento in cui non ci credevi più, perché conosco già la risposta. Ma hai avuto un istante in cui hai pensato: qui si fa davvero durissima?

«Quando vai sotto di dieci o più punti, come è successo nel primo quarto di sabato, oppure di 17 lunghezze come nella finale di domenica è normale che qualche sensazione particolare ti passi per la testa. Però ho chiesto time out e vedevo in tutti i ragazzi le facce giuste. Sapevamo di dover fare meglio, io mi sono limitato a qualche considerazione tecnica perché l’atteggiamento è sempre stato quello corretto. Così con cuore, orgoglio e attributi ne siamo sempre usciti alla grande».

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

SportPiacenza è in caricamento