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Birindelli: «La Bakery punta a vincere, toccherà al gruppo fare la differenza»

Il capitano biancorosso: «Siamo in un girone equilibrato, i nuovi arrivi dovranno capire il nostro modo di giocare»

 

La Bakery inizia a definire il cammino che la porterà ai primi impegni ufficiali. Mercoledì 30 settembre i biancorossi di Federico Campanella viaggiano verso Imola per un allenamento congiunto con l’Andrea Costa, che restituirà la visita il 6 ottobre a Piacenza. L’11 parte ufficialmente la stagione con la Coppa Italia: Birindelli e compagni saranno ospiti di Pavia mentre una settimana più tardi, il 18, ecco la prima uscita casalinga ufficiale di fronte a Vigevano. Il 21 ottobre nuova amichevole in trasferta a Ozzano, mentre il 25 al PalaCampus di Codogno andrà in scena il primo derby contro Fiorenzuola.

Duilio Birindelli sa bene che la squadra avrà tutti i riflettori puntati addosso; è una delle superfavorite della Serie B e non può certo nascondersi, come hanno spiegato fin dalla campagna acquisti sia il massimo dirigente Marco Beccari sia il coach Federico Campanella.

Non è un segreto, la Bakery riparte con obiettivi molto ambiziosi.

«Lo ha spiegato bene il presidente, quest’anno sarà una stagione in cui puntiamo a vincere. Sappiamo che non sarà semplice, come di consueto, ma i presupposti per fare bene ci sono tutti. La squadra è per metà quella dello scorso anno, i nuovi si stanno inserendo e stanno comprendendo il nostro modo di giocare, soprattutto l’aggressività richiesta su ogni pallone. Siamo ripartiti, questo è importante, e il primo approccio con i tifosi è stato bellissimo».

Tu sai bene come si fa a vincere i campionati. Cosa dovrà avere questa Bakery in più rispetto agli avversari per raggiungere l’obiettivo?

«Il gruppo. Come si è creato l’anno scorso, una squadra unita che si diverte a stare insieme, anche a soffrire quando si devono affrontare le prime difficoltà della stagione o una partita persa punto a punto, magari all’ultimo tiro. Sono quelli i momenti in cui si vede se siamo uniti o no».

Un girone differente rispetto allo scorso anno. Escludendo le trasferte in Sicilia sarà un raggruppamento chilometricamente più semplice. Cosa cambia per voi?

«Sicuramente il viaggio. Non è lo stesso salire su un pullman e rimanerci per 600 chilometri oppure per un’ora. Sarà senza dubbio più agevole. Poi il girone è competitivo, non ci sono corazzate ma sono tutte squadre forti, qualcuna è meno attrezzata a livello di nomi ma ha giovani molto validi. Mi aspetto un raggruppamento equilibrato».

Campanella non vi ha fatto ripartire a ritmi lenti.

«Ce lo aspettavamo. Chi lo conosce sa bene che lui è un agonista; il primo giorno è stato tranquillo, poi abbiamo subito alzato il ritmo. E’ una sofferenza fisica ma anche una gioia, perché torniamo a fare quello che ci piace».

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