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Basket - Il Bakery vuole suonare la nona sinfonia

I successi hanno lo stesso valore per la classifica ma hanno “pesi” molto diversi. Nelle otto vittorie consecutive l’ultima conquistata dal Bakery contro Empoli ha certamente una valenza superiore a tutte le altre. E’ stata infatti la classica...

Claudio Coppeta, coach del Bakery-2
I successi hanno lo stesso valore per la classifica ma hanno “pesi” molto diversi. Nelle otto vittorie consecutive l’ultima conquistata dal Bakery contro Empoli ha certamente una valenza superiore a tutte le altre. E’ stata infatti la classica partita che già aveva un profumo di play off, ossia uno scontro diretto in una fase del campionato in cui i valori sono già chiaramente determinati. E domenica alle 18 i piacentini sono attesi dalla trasferta a domicilio di Livorno.
«Quella con Empoli è stata una gara – attacca il tecnico piacentino Claudio Coppeta – di alto livello sia tecnico che fisico. Penso sia stata la più bella partita vista al Palanguissola ed anche la nostra miglior gara giocata fino ad ora».

La vostra è una squadra che continua a migliorarsi nella mentalità
«Esatto, l’obiettivo dello staff è preparare una formazione capace di rendere al meglio in qualsiasi situazione sia positiva che negativa. E quindi vincere una partita irta di difficoltà come quella contro Empoli fa capire quanti e quali sono stati i miglioramenti».

Cosa manca al Bakery per essere nella mentalità una squadra da primato?
«Qualche vittoria “pesante” come quella di Empoli. Vincere gli scontri diretti ti porta ad affrontare con maggiore sicurezza la fase ad orologio che sarà quella che avvicinerà tutti al momento decisivo della stagione ossia i play off».

La striscia vincente consecutiva di 8 gare può rappresentare un peso?
«Potrebbe, ma stiamo lavorando per fare in modo che sia solamente uno stimolo positivo. Come? Intanto vincere ti permette di allenarti sempre con il sorriso sulle labbra e facendoti sentire meno la fatica. E poi dobbiamo continuare a vivere partita per partita limitandoci con il pensiero solamente alla trasferta di Livorno».

Un Livorno che riporta con la memoria alla sconfitta casalinga dell’andata.
«Una sconfitta figlia di una super prestazione dei toscani in particolare di Benvenuti e Gigena. Furono più bravi di noi anche se ci mancava quel Rombaldoni che ora è diventato il nostro faro in campo».

Come è possibile che Livorno sia finita in ultima posizione?
«Infortuni, solo per quello. A me Livorno è una squadra che piace moltissimo. Ha un roster giovane con grandi qualità e l’esperienza di Gigena e dell’ultimo arrivato Vallini. Benvenuti è appena rientrato ed ora la squadra è tornata molto temibile».

E per arrivare al nono successo consecutivo che dovete fare?
«Una gara intelligente e di personalità. Giocare facendoli ragionare il più possibile e non permettendo ai nostri avversari di esprimersi con entusiasmo ed intensità. In quel caso diventano quasi imbattibili».

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