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Basket - Bakery: intervista a Natale Politi

Regular season e play off. Due parti di una stesso campionato, ma molto diverse tra di loro per logica, emozioni e conseguenze. Di mezzo come cuscinetto una fase ad orologio che Piacenza deve affrontare ad iniziare da giovedì 24 quando al...

Natale Politi
Regular season e play off. Due parti di una stesso campionato, ma molto diverse tra di loro per logica, emozioni e conseguenze. Di mezzo come cuscinetto una fase ad orologio che Piacenza deve affrontare ad iniziare da giovedì 24 quando al Palanguissola (ore 20.30 arriverà Cecina, la quarta classificata). La pausa di Pasqua permette insieme a Natale Politi, responsabile dell’area tecnica di fare l’analisi della stagione (non solo della prima squadra) fino ad ora prima di gettarsi a capofitto nella parte decisiva della stessa. “Siamo terzi, lo siamo da molto tempo anche vincendo 15 delle ultime 18 – attacca Politi – e questo testimonia che il campionato è molto competitivo, nessuno regala niente ma noi siamo riusciti a trovare una continuità di rendimento per nulla facile in questa categoria”.

Viste il ruolino finale, gli obiettivi della squadra sono cambiati?
“Sulla carta due squadre sono più attrezzate di noi, visto che ci precedono in classifica. Noi abbiamo dimostrato di poter giocare alla pari con loro e siamo lì, aspettando ogni loro passo falso e provando a cambiare un pronostico che al momento ci vede fuori dalla finale. I playoffs sono una brutta bestia cestisticamente parlando. Tu puoi aver dominato la stagione regolare oppure essere in super condizione al momento giusto, ma basta una fischiata errata, un tiro che gira sul ferro o una distorsione del giocatore chiave e la tua stagione, con tutti i sogni e programmi fatti, se ne va in fumo. Bisogna solo aspettare e augurarsi che tutto vada al meglio. “

Come è lo stato di forma della squadra?
“Iniziano le dolenti note… Uno dei giocatori chiave (il play Gasparin) è reduce da un infortunio al ginocchio. Contiamo di recuperarlo per l'inizio playoff. Gli altri, pur avendo tutti piccoli acciacchi di fine stagione, stanno mediamente bene. Il preparatore atletico Marco Merli in accordo con il lo staff tecnico sta affinando la forma fisica del gruppo, in vista dei tanti incontri così dispendiosi e ravvicinati”

A bocce ferme riesce ad analizzare i suoi giocatori?
“Il basket è uno sport di squadra ed i singoli sono funzionali ad essa. Per esempio l'anno scorso Bonaiuti e Garofolo accentravano quasi tutte le opzioni offensive, quest'anno, inserendo giocatori di più elevato tasso tecnico e maggior personalità , si è dovuto cercare il giusto equilibrio tra tutti, ossia la classica quadratura del cerchio, operazione non facile a cui Claudio Coppeta e Simone Zamboni si sono dedicati con grande abnegazione. Certo il pubblico nota i tiri di Zampolli, la sapienza di Rombaldoni, la grinta e la classe dei 3 lunghi (Gambolati, Garofalo e Italiano), il moto perpetuo di Gasparin, il talento di Bonaiuti, la freschezza di Speronello, ma io guardo con piacere alla crescita dei nostri giovani (Mazzocchi, Ziotti e Ponzi ).

A proposito di giovani, come prosegue l'attività giovanile?
“Questo è un anno molto importante per il settore giovanile. E' stato rifondato il gruppo di allenatori: tutti i nostri istruttori stanno dirigendo e preparando gruppi - dall’under 19, all’under 17 sino all’under 15 – che hanno terminato al primo posto i loro gironi . Ora li aspettano impegni sempre più gravosi, andando loro a misurarsi con tutte le potenze del basket giovanile nazionale, ma la società è contenta del loro operato e guarda fiduciosa al futuro, aspettando la loro crescita sia come giocatori sia come uomini”

Parte importante del settore giovanile è il Minibasket.
“Esatto e anche qui ci siamo riorganizzati e grazie al duro lavoro ed alla competenza del responsabile Marco Merli si è creato un gran gruppo in collaborazione stretta con la federazione e tutti gli istruttori, tanto da raggiungere risultati insperati sia per il numero di iscritti sia per la partecipazione delle famiglie. Uno degli obiettivi del presidente Beccari è portare più giovani possibile verso questo sport, cercando l'osmosi tra risultati sportivi e passione, cosicché il giocatore di oggi diventi anche un tifoso domani e, magari ,genitore di un futuro giocatore.

Tornando ai risultati della prima squadra, la Società è pronta per un eventuale salto di categoria?
“Il lavoro  che il Presidente dedica con entusiasmo ed impegno per il progetto Bakery Sport , rubando tempo alla sua occupazione ed alla famiglia, lascia noi tutti a bocca aperta. Si è dato un obiettivo che è quello di portare il basket piacentino a livelli importanti e conoscendolo penso che difficilmente non raggiungerà quanto si è prefisso. Dopotutto è solo la terza stagione che la società esiste ed i risultati conseguiti sono sotto gli occhi di tutti. Con lui si muove una macchina organizzativa composta da un importante e completo staff : oltre al sottoscritto ci sono Amorini, De Micheli, il grande vecchio Gilberto Daturi, memoria storica del basket piacentino, Caterina – moglie del presidente – che ha il gravoso compito di seguire e coordinare la parte burocratica ed amministrativa della società. Uno staff medico di grande professionalità e competenza che segue i giocatori in ogni momento. Abbiamo una palestra attrezzata, l’Emotion di Carpaneto, a completa disposizione dei giocatori, una foresteria strutturata per ospitare giocatori e giovani da formare per il futuro. A completamento della struttura, una menzione a parte merita il nostro team manager, Armando Granelli, uomo serio e preparato ma anche persona piacevolissima ed equilibrata nella gestione di tutti i problemi che presenta una squadra di questo livello".

Il rapporto tra la città ed il progetto Bakery?
“Piacenza è una città in cui emergere sportivamente non è facilissimo. Due squadre di calcio che cercano di rinverdire i fasti del passato, il volley al vertice sia maschile che femminile, il rugby il baseball e tanti altri sport che cercano visibilità. La sezione volley femminile sta disputando un ottimo campionato ed anche se non possiamo dire di aver creato un derby molti appassionati iniziano a guardarci con simpatia ed a seguirci, sia perché affezionati a loro ex giocatrici(Secolo e Nicolini) sia perché attratti dallo spettacolo proposto. Il basket è meno affollato, visto che fino alla promozione non ci sono altri team. Il ricordo delle stagioni più recenti in A2 ci ha fatto avvicinare dai vecchi fan che ora pian piano, affamati di pallacanestro, si stanno fidelizzando. Partite con oltre 1000 spettatori non sono più una novità per noi. Ma il fiore all'occhiello sono i 2 pullman organizzati per le trasferte di Bologna, Pavia ed Alessandria. E se per Bologna ce lo saremmo aspettati visto l'importanza del match, per la storia che trasuda il mitico Paladozza ed il rango dell'avversaria (la Fortitudo) con Pavia ed Alessandria, partite non di cartello, sono state una piacevole sorpresa”.

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