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Basket - Bakery, a Treviglio si chiude la stagione - 1

Basket - Bakery, a Treviglio si chiude la stagione - 1

Basket - Bakery, a Treviglio si chiude la stagione

Siamo ai titoli di una coda di una stagione che comunque rimarrà nella breve ma intensa storia della Pallacanestro Piacentina. Già, perché il primo campionato di serie A2 è comunque un avventura da ricordare e di cui far tesoro per il futuro della...

Siamo ai titoli di una coda di una stagione che comunque rimarrà nella breve ma intensa storia della Pallacanestro Piacentina. Già, perché il primo campionato di serie A2 è comunque un avventura da ricordare e di cui far tesoro per il futuro della stessa società. Venerdì (palla a due ore 20.30) a Treviglio si chiuderà definitivamente la stagione in una partita che dopo la sconfitta interna con Scafati per Piacenza non ha più motivazioni di classifica. Ne ha tante invece per Treviglio dato che una vittoria varrebbe la conquista dei play off da disputarsi insieme alle squadre di A2 Gold per salire in serie A. Insomma una partita dal pronostico apparentemente chiuso per i biancorossi e dalle 22.30 di venerdì si parlerà solo di futuro.
Coach Sodini non nasconde le difficoltà della partita “Treviglio è squadra con profondità di rotazione, arrembante nel modo di giocare ed anche con motivazioni importanti. Si gioca in casa le possibilità di arrivare ai play off per cui non penso possa permettersi di sbagliare la partita. Di contro noi siamo i soliti numericamente esigui ed abbiamo ovviamente motivazioni diverse dalle loro. Insomma tutto fa pensare che il risultato sia scontato invece sono convinto che la mia squadra metterà in campo ancora una volta tutte quelle caratteristiche che abbiamo visto sul parquet nelle ultime partite, ossia combattività e spirito di sacrificio a favore del gruppo”.

Al di là dell’ultimo impegno in campionato, si può già anticipare un'analisi della sua parentesi alla guida della Pallacanestro Piacentina.
“Le vicissitudini di questo campionato hanno permesso a questo gruppo di coagularsi sempre di più fino a diventare un gruppo vero ed importante che è riuscito a mettere in campo tutti quei valori che citavo prima ossia combattività e spirito di sacrificio per la squadra. In questi mesi si è creato veramente un legame importanti con questi ragazzi. Siamo diventati una cosa unica e questo è un aspetto che mi ha soddisfatto in pieno”.

In questi mesi quali sono state le cose che non si aspettava di non ottenere e cosa invece non è riuscito a raggiungere?
“Il gruppo mi ha dato dal primo momento una disponibilità non scontata a seguirmi in quello che erano gli allenamenti settimanali. E piano piano i risultati si sono visti, quello che invece speravo di poter fare meglio era raggiungere prima questo equilibrio di squadra. Purtroppo sono state necessarie 4-5 partite quando se fossimo riusciti ad accorciare questo periodo di transazione credo che saremmo potuti arrivare alla salvezza”.

E la sua prima esperienza di capo allenatore?
“In verità è solo una casualità se fino ad ora non ero mai riuscito ad avere una panchina da capo allenatore. Credo che questo sia il mio ruolo visto che mi nutro quotidianamente di basket e non mi preoccupa assolutamente, anzi le desidero, avere le responsabilità che un capo allenatore deve sostenere. Quindi sono convinto che questa sia la mia strada”.

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