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Zanchi: «Voglio un'Assigeco che renda orgogliosa la nostra gente»

Il tecnico dei piacentini analizza le prime settimane di preparazione e indica la strada verso l'avvio della stagione regolare

Zanchi il giorno della presentazione (è il secondo da destra) insieme a Boselli, Curioni e Maestri

Dopo cinque intensi giorni di preparazione sulle montagne valtellinesi di Teglio e due partite contro Legnano Knights e Remer Treviglio nel Trofeo Lombardia, Andrea Zanchi, coach dell'Assigeco Piacenza, traccia il primo bilancio sulla preparazione della squadra a tre settimane dall’inizio del campionato.

Come è stata l’esperienza del ritiro a Teglio?

«Sicuramente vivere insieme per 24 ore al giorno, non solo durante gli allenamenti, accelera la conoscenza reciproca e la coesione del gruppo. Reputo il periodo passato a Teglio molto positivo per tutti, ragazzi e staff tecnico».

Ha parlato del gruppo, citato a più riprese come una delle basi per fare bene in questa stagione. Come state crescendo da questo punto di vista? 

«I ragazzi hanno una buona predisposizione al lavoro, per cui posso dire che al momento siamo in linea con quanto programmato. Chiaro che dovremo mantenere questa intensità durante gli allenamenti e, se possibile, aumentarla a livello mentale nelle prossime settimane, quando i carichi atletici inizieranno a scendere in vista dell'inizio del campionato».                          

Che bilancio può tracciare dopo i primissimi test?

«Le amichevoli servono solo a verificare a che punto siamo arrivati con il lavoro e a capire come e dove puntare l'attenzione per continuare a crescere tecnicamente e fisicamente. Gli errori, se analizzati con serenità ed obiettività, sono sempre i migliori maestri. Ora mancano tre settimane all'inizio della stagione, mi aspetto solo di continuare la nostra crescita a piccoli passi, come ci siamo prefissati fin dal primo giorno. Magari senza troppi intoppi di carattere fisico».

Quale squadra si attende coach Zanchi?

«Vogliamo essere un gruppo serio, che onori con il lavoro quotidiano in palestra questo bellissimo sport e renda orgogliosa la nostra gente, non solo per il mero risultato, ma per lo spirito con cui scendiamo in campo. Non facciamo previsioni o proclami, quelli li lasciamo agli altri e sappiamo di non essere di certo i favoriti; ma se riusciremo a raggiungere il nostro top, individualmente e come collettivo, uscendo ogni giorno a testa alta dal rettangolo di gioco, potremo toglierci delle soddisfazioni, ovviamente puntando su un pizzico di fortuna che non guasta mai». 

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