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Dall'allenamento con l'idolo Kobe Bryant alle partite con Green e Crosariol: la crescita di Alessandro Buffo è targata Bakery. VIDEO

Il giovane azzurro in campo per sostituire l'infortunato Pederzini: «Ho provato a mettere una pezza dove serviva. Adesso pensiamo a Verona, vogliamo riscattarci»

Alessandro Buffo nella gara vinta dalla Bakery con Montegranaro (f. De Micheli)

Per l’esordio da titolare in Serie A2 Alessandro Buffo non poteva trovare uno scenario migliore: vittoria in casa dell’allora capolista Montegranaro e terzo successo consecutivo della sua Bakery in campionato. La seconda apparizione è andata meno bene, con la sconfitta in casa di Forlì, ma sono tutti passi in avanti nella crescita di Alessandro Buffo, giovane biancorosso chiamato nel difficile compito di sostituire l’infortunato Riccardo Pederzini. Un ruolo ostico che il classe 1999, capace di mettersi in luce con l’Italia giovanile, sta ricoprendo nel migliore dei modi, mostrando qualità e personalità.

«All’esordio – spiega Buffo – è arrivata una vittoria inaspettata. A noi mancava uno dei nostri punti di riferimento, i nostri avversari erano in un periodo molto positivo e siamo stati bravi ad avere la meglio conquistando il terzo successo stagionale consecutivo. Domenica scorsa di fronte a Forlì invece ci siamo trovati di fronte una squadra con il sangue agli occhi, che poteva solamente conquistare i due punti, erano assatanati. Da parte nostra non è arrivata una buona prova, potevamo fare sicuramente meglio».

Esordire in Serie A2 sostituendo Pederzini non è semplice.

«Diciamo che sostituire Pederzini è impossibile. Ho messo una pezza dove serviva, ho dato il massimo durante la settimana e la domenica. Con Montegranaro è andata decisamente meglio rispetto a Forlì, dove forse ho pagato il fatto di giocare in un ambiente molto caldo».

Alle pressioni sei abituato, visti anche i trascorsi con l’Italia. Ma scendere in campo in A2 è tutta un’altra cosa.

«E’ totalmente differente. La Nazionale è una grandissima emozione, ma ti trovi sempre al fianco ragazzi della tua età, che bene o male hanno la tua stessa esperienza. Invece in A2 è completamente diverso, già avere in squadra compagni come Green o Crosariol che possono vantare valanghe di partite ad altissimo livello è molto costruttivo».

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