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Baseball - La capolista è troppo forte, Milano passa due volte sul diamante di Piacenza

Quella che poteva essere la domenica della svolta si rivela invece infelice per i biancorossi costretti a dare strada due volte ai lombardi: 6-3 e 4-3

banner foto gagaQuella che poteva essere la domenica della svolta si rivela invece infelice per il Piacenza che è costretto a dare strada due volte alla capolista Milano. Alla squadra di Marenghi va riconosciuto il merito di aver reso vita molto dura alla regina del girone ma anche il demerito di non aver creduto fino in fondo alle proprie possibilità. Gli ospiti hanno meritato l'exploit con verdetti comunque risicati, 6-3 ai supplementari in gara1 e 4-3 in gara2 a riprova che in fin dei conti il divario tra le due squadre non è poi così evidente.

GARA1


MILANO      0-0-0-0-0-0-0-0-0-6      6                                                                                                                                                                                               

PIACENZA  0-0-0-0-0-0-0-0-0-3      3


Formazione: Chacon ss, Minoia ec, Schiavoni 3b, Gibson es, Cufrè dh/lan, Perez 2b (Calderon ph), Capra 1b (Baraldo ph), Carsana ed (Loardi), Gardenghi ric. Lanciatori: Loardi (rl5.2 bv3 bb1 k5 pgl0), Cufrè 8rl4.1 bv2 bb4 k2 pgl0).

Le canoniche nove riprese non sono bastate al mattino per decretare il vincitore. Piacenza e Milano rimangono inchiodate sullo 0-0 per tutto il match rendendo necessari i supplementari nel corso dei quali sono i padroni di casa ad affondare. Per quasi tutto il suo svolgimento, l'atteso big-match è proprio come ce lo si attendeva: incerto, equilibrato e chiuso. I suoi padroni indiscussi sono Loardi ( in staffetta dal 6° con Cufrè)  e Varalda che rendono le battute valide merce molto rara. In nove assalti Milano ne trova 5, portando tre volte il potenziale punto sulla seconda base. Con le stesse opportunità il Piacenza batte valido 3 volte arrivando in seconda due volte. La chance più ghiotta al 5° quando Gibson apre l'inning con un doppio ma purtroppo i tre successivi compagni finiranno eliminati. Lo 0-0 al 9° è così la conseguenza più logica e tutto viene rimandato alla lotteria del tie-break ed è questo punto che Piacenza smarrisce in un sol colpo freddezza e lucidità. Milano quasi non ci crede quando, grazie a tre errori e senza battere valide, si trova serviti 6 punti pesanti come macigni. Con la disperazione i padroni di casa raccolgono i cocci e si tuffano in una improbabile rimonta. Ma il doppio di Cufrè ed il singolo di Calderon non bastano e la rincorsa si ferma sul 6-3 a favore della capolista.

GARA2

MILANO     0-0-0-2-2-0-0-0-0     4                                                                                                                                                                                                     

PIACENZA 0-0-2-1-0-0-0-0-0     3


Formazione: Chacon ss, Schiavoni es, Loardi ed, Cufrè 3b, Calderon 1b, Perez 2b, Minoia ec, Casana dh (Capra), Baraldo ric (Gardenghi). Lanciatori: Dall'Agnese (rl6 bv6 bb3 k5 pgl3), Marelli (rl1.1 bv0 bb0 k1 pgl0), Sanna (rl0.2 bv0 bb0 k1 pgl0).

Anche al pomeriggio, pur se non come al mattino, si è potuto assistere ad un lungo braccio di ferro col punteggio in bilico fino all'ultimo out. Al 3° Loardi batte a casa i punti del 2-0 e per Piacenza sembrano schiudersi invitanti possibilità. E' vero che al cambio campo Milano fa 2-2 ma al 4° attacco i padroni di casa ritornano avanti 3-2 col singolo del designato Casana che spinge Calderon. E' fin troppo chiaro che si tratterà una sfida estenuante e l'impressione resta tale anche quando i milanesi la ribaltano riportandosi sul 4-3. Sarà il punteggio finale ma prima dell'ultimo respiro il Piacenza prova in varie maniere a riorganizzarsi ma le sue repliche sistematicamente s'infrangono contro la difesa avversaria. L'ultima illusione con corridore in seconda base e due eliminati ma anche stavolta ad avere la meglio è Milano che spunta così due risicate quanto pesanti vittorie e da una consistente spallata alla classifica. Piacenza si lecca le ferite non restandogli che il girone di ritorno per riprendersi un posto al sole.

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