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Norberto Fontana in azione a Grosseto (Foto di FIDAL COLOMBO/FIDAL)

Norberto Fontana in azione a Grosseto (Foto di FIDAL COLOMBO/FIDAL)

Norberto Fontana: il lancio da urlo, il terzo titolo italiano U23 e il sogno chiamato Los Angeles 2028

Il piacentino ha vinto il terzo tricolore consecutivo U23 nel Lancio del Giavellotto. «Ora lavoro per raggiungere gli 80 metri ed entrare nel mondo dei "grandi". Ringrazio il mio tecnico Garganese, la 5 Cerchi e gli amici del campus».

Terzo titolo italiano consecutivo Under 23 nel Lancio del Giavellotto, in origine fu Agropoli nel 2018 - splendido comune ricco di storia in provincia di Salerno - poi Rieti nel 2019 e infine Grosseto, una manciata di giorni fa. Corre forte il giovane piacentino Norberto Fontana anzi, bisognerebbe scrivere “scaglia potente” quella specie di lancia affusolata che è diventata strumento sportivo. Se proprio vogliamo, la giovane promessa (di fatto, visto che la categoria è proprio le Promesse) svezzato da Lorenzo Garganese, cresciuto dalla banda dell’Atletica 5 Cerchi e ora al Cus Parma, non ha solo vinto tre titoli italiani consecutivi ma il 74.41 gli vale il primato personale, la miglior prestazione di sempre a livello piacentino, il record regionale e la quinta posizione italiana all time Under 23.

Norberto Fontana durante il lancio del giavellotto a Grosseto-3

Tutti risultati che porteranno al salto della staccionata - «dal prossimo anno entro negli Assoluti e questo è il mio primo obiettivo» - e raccontano di un atleta che si farà col tempo.
Il ragazzo intanto c’è già, metà giornata si allena e metà studia, Ingegneria meccanica al Politecnico di Piacenza. Dentro ai suoi 180 centimetri c’è incastonato un sogno ben preciso: «Los Angeles 2028? In sette anni si può lavorare molto, questo sarebbe il sogno finale ma prima ci sono altri passaggi su cui concentrarsi».
Nota a margine: Norberto, classe 1998, ha anche giocato a calcio (nel defunto Pro Piacenza) fino all’età di 14 dopodiché, per fortuna, è stato strappato all’ars pedatoria per consegnarlo all’atletica leggera: prima il salto in lungo, poi peso e disco, infine la scelta vincente con il giavellotto.

Norberto Fontana in volo dopo-2

Come la misura: sei alle soglie dei 75 metri, cosa significherebbe per te arrivare a 80?
«Significherebbe tante cose, ad esempio è il limite che ti fa diventare atleta a tutto tondo aprendoti le porte alle competizioni Europee e Mondiali».

E cosa manca?
«Prendiamo il lancio di Grosseto, 74.41 che vale il mio personale. Se lo analizzo posso dire che c’è margine di miglioramento in generale e soprattutto anche in allenamento, dove onestamente lancio anche meglio. Diciamo che per quanto mi riguarda gli 80 metri sono più una questione psicologica, le capacità fisiche ci sono, occorre migliorare la tecnica».

Norberto Fontana a Grosseto sul gradino piu? alto del podio-2

Riavvolgiamo il nastro?
«A Grosseto è stato bello vincere come ad Agropoli. Il 2018 rimane speciale perché era la prima volta, tuttavia ci arrivavo con un personale che era 4-5 metri superiore a tutti gli altri e quindi era quasi scontato centrare l’oro. Quello vinto lo scorso anno a Rieti è stato caratterizzato da un infortunio, di questo vinto a Grosseto conservo un anno in cui mi sono allenato e alimentato bene. Purtroppo abbiamo perso marzo e aprile per il lockdown, a maggio e giugno ho ripreso positivamente, a luglio ho fatto una discreta gara e domenica, finalmente, ho ritoccato il mio personale che era fermo da un paio d’anni».

Obiettivo 2021?
«Fare i campionati italiani Assoluti da protagonista. In realtà era il mio obiettivo già per quest’anno ma dopo una buona qualificazione ho avuto un po’ di sfortuna. Il “must” dell’anno che verrà è questo».

Norberto Fontana con il suo allenatore Lorenzo Garganese-2

Magari Parigi no, ma a Los Angeles 2028 ci pensi?
«In mezzo c’è tanto da fare però 7 anni di lavoro non sono pochi per crescere. Sì, le Olimpiadi sono il sogno nel cassetto di tutti e quindi ci penso».

Una dedica? O un grazie?
«Al mio allenatore Lorenzo Garganese, a tutta la società dell’Atletica 5 Cerchi e a tutti i ragazzi, di ogni società, con cui condivido i pomeriggio al campus di atletica».

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