Atletica

Andrea Dallavalle e il salto che cambia la vita. I complimenti di Tamberi: «Allucinante!!!». I piacentini: «Prepariamo coppa, salame e maxischermo»

I social impazziscono per il salto del triplista piacentino che migliora di 40 centimetri il suo primato, stacca 17.35 e trova il pass per le Olimpiadi. E' un predestinato, ha iniziato a vincere nel 2013 e da lì è stata una cavalcata. La rinuncia ai Mondiali del 2017 e quelli di Doha del 2019.

Andrea Dallavalle in azione a Grosseto dove ha staccato il 17.35 che vale le Olimpiadi di Tokyo

Si viaggia sui social, oggi. Domani si viaggerà sull’aereo, destinazione Tokyo. Dopo Giorgia Bronzini e Marco Aurelio Fontana, solo per limitarci agli ultimi due cicli a cinque cerchi, ecco che avremo un altro rappresentate della nostra città alle Olimpiadi.
Andrea Dallavalle ha staccato il biglietto in una mattinata che definirla da “fantascienza” sarebbe riduttivo. Si parte dal suo personale, 16.95, che subito viene avvicinato. Prima 16.75, poi il 16.94. Alla terzo stoccata arriva il “numero”, quello che ti riesce con gli astri tutti allineati e mette la firma sul duro lavoro svolto nel corso degli ultimi anni. Stacco piuttosto distante dalla linea (quindi si può fare addirittura meglio) e poi si vola, 17.35. Ben 40 centimetri oltre al proprio primato personale. Titolo italiano, quarto all time assoluto, si vabbè, vale un biglietto sull’aereo per Tokyo. Il sogno di ogni atleta. Questo è quello che conta davvero.
I social sono impazziti. Arrivano i complimenti del campione Gianmarco Tamberi via Instagram, che posta la foto del salto di Andrea e sotto ci scrive “Allucinante!!!”.

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Gli amici gli scrivono “Lo sapevo” e altri ancora hanno già un programma formidabile: “Signori e signore preparate gli schermi, la coppa, il salame e le birre. Andiamo a Tokyo beppe, andiamo a Tokyooooo” ricordandosi del famoso commento di Caressa e Bergomi dopo la semifinale dei Mondiali di Germania 2006.

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Andrea Dallavalle ha scritto qualcosa di veramente straordinario, ma è un predestinato e in fondo non ce ne stupiamo più di tanto. Il primo tricolore nel 2013 agli indoor di Ancona, con un 15,34. Da lì è stato solo un crescendo, la finale degli Europei sempre nel 2013, il tricolore Juniores e la relativa convocazione Mondiale l’anno successivo dove chiuse decimo. E ancora: nel 2016 il titolo Italiano Allievi con 15,70, l’azzurro, l’ennesimo tricolore Under 20, questa volta con 16,46, che gli vale la seconda prestazione all time tra i giovani. E poi: la finale nel triplo agli Europei, l’argento e la misura staccata per i Mondiali. Era il 2017.
Dopodiché il coraggio, cioè quello di rinunciare ai Mondiali con quella frase «Non sono pronto, sarebbe sbagliato» che aveva il tono di chi sa benissimo cosa deve fare e dove vuole arrivare, ma per gradi.

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Non ci sarebbe voluto molto, poco dopo, nel 2019, staccherà il pass per i Mondiali Assoluti di Doha dove per un soffio sfiorò l’accesso alla finale. Il resto è storia recente, il titolo Italiano assoluto nel 2020 e oggi il salto della vita. La rincorsa, i diamanti che escono dalle sue scarpe, l’incredulità del 17 nonostante uno stacco ampiamente anticipato e infine la conferma. Vai sopra, 17.35. Vai a Tokyo Andrea e ci saremo anche noi. Chi vivrà vedrà.

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