Lunedì, 15 Luglio 2024
Aspettando il Tour de France

Verso il Tour de France - Beppe Conti: «Evento unico, che emoziona la gente». Colnago: «Pogacar sarà il più grande della storia»

Esperto storico del ciclismo internazionale, giornalista e opinionista premiato con la Coppa d'Oro al Palazzo Gotico: «Sarete pronti voi come sarà prontissima l’Italia, vedrete che spettacolo. Tifo Tadej perché completo». Ed Ernesto Colnago: «Poga sarà il migliore di sempre, perché vince col sorriso»

La riflessione la lancia Beppe Conti, esperto storico del ciclismo internazionale, giornalista e opinionista invitato (e premiato) alla 16esima edizione della “Coppa d’Oro” che ha un solo tema in questa edizione del 2024: la partenza della tappa Piacenza-Torino del Tour de France il prossimo 1 luglio.
Nella splendida cornice di Palazzo Gotico arrivano alla spicciolata: Gianni Bugno primo sul traguardo con largo anticipo, poi c’è “El Diablo” Claudio Chiappucci, arrivano Giancarlo Perino, Ernesto Colnago, Giuseppe Martienelli. In ritardo Vincenzo Nibali mentre Davide Cassani arriva per il “talk show” del tardo pomeriggio condotto da Pier Augusto Stagi, direttore di Tuttobiciweb.
Ma torniamo alla riflessione: «Quando Antonio Tiberi e Giulio Pellizzari saranno pronti per una grande corsa a tappe allora vedrai che nascerà anche di riflesso una squadra World Tour».
Ma riallacciamo il nastro. Con Beppe Conti andiamo subito sul sodo, pochi minuti a disposizione ma molti concetti parlando un ciclismo che sta vivendo un’epoca dorata grazie a una doppia manciata di campioni che infiammano ogni gara. «E’ vero - prosegue Conti - stiamo vivendo un gran bel periodo, per me il migliore fu quello con Moser, Saronni e Hinault, anche se i primi due dribblavano spesso il Tour per evitare Hinault. La differenza grande tra ieri l’altro e oggi è che una volta dovevi competere con ciclisti che arrivavano al massimo da quattro o cinque nazioni, oggi questo sport è decisamente più internazionale e la potenziale competitività è cresciuta di pari passo».
E veniamo a questo evento quasi fin troppo grande per una città come Piacenza: una partenza del Tour de France. Sembra incredibile.
«Sarete pronti voi come sarà prontissima l’Italia. Il Tour è un evento che emoziona la gente, vedrete davvero che macchina enorme che è, ti dirò che sono felicissimo per questa Grand Depart».
Tour che parlerà solo sloveno con Pogacar?
«Spero vinca lui, a me piacciono i campioni completi. Non niente contro gli altri però non vado pazzo per i ciclisti come Vingegaard, che sono “mono corsa”, preparano solo il Tour e stop. Tadej invece corre tutto e lo fa per vincere: la Sanremo, poi vince Strade Bianche, il Fiandre, viene al Giro e domina, poi va al Tour per vincere ancora o il Lombardia. Cosa vogliamo più di così? E’ completissimo. Chi si dedica al 100% a una sola gara non mi piace. Pensate al tennis: è come se Sinner o Djokovic preparassero solo ed esclusivamente Wimbledon. Non gli sarebbe concesso e non andrebbe bene».

Poco più in là c’è Ernesto Colnago, il più conosciuto costruttore di biciclette nel mondo intero. Ogni ciclista ha sempre sognato di poter pedalare con una Colnago. I più grandi campioni del ciclismo hanno vinto con le sue biciclette da Fiorenzo Magni a Eddy Merckx e oggi Tadej Pogacar. Ha partecipato a 25 Giri d’Italia e 24 Tour de France in qualità di meccanico al servizio dei migliori professionisti, con le sue bici hanno corso più di 250 squadre e 6mila corridori per un totale di oltre 7mila vittorie, 61 titoli mondiali, 11 olimpici, 18 Coppe del mondo e 22 grandi Giri. Nel 1972 costruisce la bici superleggera, pesa appena 5,5 kg, che segna un’epoca con il record dell’ora di Eddy Merckx a Città del Messico. Tante le innovazioni tecnologiche che sono state introdotte da Ernesto Colnago, prima su tutte la fibra di carbonio nel mondo delle competizioni, anche grazie a collaborazioni di prestigio come quella con Enzo Ferrari. Insomma il made in Italy delle bici da competizione nel mondo. Colnago raccoglie l’attenzione di tutti i presenti, ma più di ogni cosa ci colpisce un suo pensiero:
«Tadej Pogacar è un ragazzo che farà la storia. Io ho avuto i più bravi ciclisti della storia sulle mie biciclette, ma non paragonate nessuno a Tadej, perché lui non solo farà la storia, ma la farà con il sorriso sulle labbra. E’ unico in questo».

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