Mercoledì, 17 Luglio 2024
Aspettando il Tour de France

Tour de France - Filippo Cordani e Lorenzo Casella, i due ragazzi che hanno consegnato la nostra coppa a Pogacar. «Gesto spontaneo, eravamo indecisi col salame»

Sono riusciti a recapitare a Tadej Pogacar sulla linea di partenza della tappa Piacenza-Torino una nostra coppa dop. E Tadej si è fermato, l’ha presa portandosela via. Un’operazione di marketing pazzesca, riuscita a nessuno. La sindaca Tarasconi pensa di premiarli

Effettivamente a guardare Filippo Cordani (di Podenzano) e Lorenzo Casella (di Ivaccari) viene subito da domandargli: “Ma vi rendete conto di che cosa siete riusciti a fare”?

Riposta cristallina: «Sinceramente non pensavamo di mettere in moto un sistema mediatico del genere. Siamo stati ripresi dai profili ufficiali del Tour de France, Eurosport, giornali tedeschi e francesi. Le nostre mamme ci hanno chiamato quasi in lacrime. Pensiamo di aver fatto un gesto spontaneo».

Sì, sono questi due ragazzi che hanno mandato a monte tutto il piano marketing della Grand Depart del Tour de France: con la loro mossa hanno portato a spasso tutti quanti, stampa e “soloni” della promozione compresa. Ma la domanda è: che cosa hanno fatto? Sono riusciti a consegnare a Tadej Pogacar sulla linea di partenza della tappa Piacenza-Torino una nostra coppa dop. E Tadej si è fermato, l’ha presa portandosela via. Un’operazione di marketing pazzesca, riuscita a nessuno. Riavvolgiamo però il nastro con loro, perché abbiamo voluti incontrarli subito. D’altronde il loro “reel” sui social ha già fatto milioni di visualizzazioni. Vanno premiati, punto e stop.

Filippo Cordani (di Podenzano) e Lorenzo Casella (di Ivaccari)

Filippo e Lorenzo dopo la levataccia alle 6.30 del mattino (sabato erano sul San Luca di Bologna, tifosissimi di Pogacar) si presentano all’appuntamento con noi in bici e divisa da corsa: «Siamo ciclisti appassionati e sfegatati, però non apparteniamo a una squadra. Il nostro nome è WattdalSass (col profilo instagram, andateci) e siamo solo un gruppo di amici che si è dato un nome e una maglietta. Da quest’anno Anima Progetti ha sponsorizzato parte delle nostre magliette e parte delle divise di AsdZeta2, rimaniamo solo un gruppo di amici».

Pogacar coppa piacenza Tour de France-2

E così li incontriamo: bici e divisa, perché dopo la mattinata in viale Malta una sgambata ci sta tutta. Ma come è nata questa cosa della coppa dop piacentina consegnata con successo a Pogacar?
«Noi avevamo un solo obiettivo - ci spiegano Lorenzo e Filippo - che era quello di consegnare al nostro idolo Pogacar la cosa più caratteristica del nostro territorio. Sinceramente eravamo indecisi tra il salame e la coppa, poi abbiamo scelto quest’ultima. E’ stata un’idea un po’ fanciullesca, non pensavamo di riuscirci e nemmeno di creare questo clamore. Intendiamoci, per fare questa cosa abbiamo preso le ferie addirittura a gennaio: domenica eravamo sul San Luca da tifosi, oggi eravamo qui sempre da tifosi di Pogacar. Ci abbiamo provato e incredibilmente ci siamo riusciti».

Ribadiamo: è la mossa di marketing forse migliore di tutta la Gran Depart. Pogacar in Maglia Gialli che si ferma dopo l’appello, prende la coppa piacentina dop, la mette nel sacco e ringrazia. Indredibile.
«E’ una mossa nata molto spontaneamente - spiega Lorenzo - su cui ha creduto subito lui - indicando Filippo - che ha curato la parte grafica del cartello “Pogacar, abbiamo un regalo per te. Vincere il Tour de France è sopravvalutato, la Coppa piacentina è meglio” .
«A questo punto siamo andati in un salumificio, abbiamo detto cosa volevamo fare e ci hanno guardato strano. Onestamente anche le nostre mamme avevano dubbi sulla riuscita della nostra operazione».

Filippo Cordani (di Podenzano) e Lorenzo Casella (di Ivaccari) 2

Ma?…
«Si materializza la giornata perfetta, iniziata domenica con Pogacar in Maglia Gialla perché l’obiettivo è sempre stato quello di consegnarla solo a lui: ci siamo detti che era destino. Lo sloveno in giallo a Piacenza? Non possiamo mancare. Abbiamo preso posizione alle 6.30 del mattino, a questo punto abbiamo ricevuto il supporto di tutti i tifosi attorno a noi che ci chiedevano cosa avessimo intenzione di fare. Arrivano Eurosport, Netflix, i giornali europei. Siamo andati in “loop”, poi a un certo punto è arrivato un responsabile delle traduzioni del Tour de France che ha chiesto “cosa fossimo intenzionati a fare”. Glielo abbiamo spiegato, poi ci ha mandato l’addetto stampa di Tadej Pogacar nella UAE e proprio lui, piacevolmente colpito dalla nostra iniziativa, ha letteralmente fermato Pogacar dopo la firma partenza e da li è nato tutto. Non sappiamo chi sia e come si chiami ma ci teniamo a ringraziarlo pubblicamente».

Tour de France, tappa Piacenza-Torino 1/06/2024 (foto Trongone)

E per chiudere? «Siamo inondati di messaggi, anche dai rappresentati delle istituzioni (probabile che la sindaca Tarasconi e il sindaco di Podenzano, Sparzagni, decidano di premiarli, ndr) e francamente la cosa è sfuggita di mano. Le nostre madri non ci credevano. Ora sarebbe bellissimo vedere prossimamente, a fine Tour, un video in cui Tadej Pogacar assaggia una fetta e più in generale cogliamo l’occasione di questa intervista per chiedere a tutte le istituzioni una maggior attenzione stradale nei confronti dei ciclisti. Noi dobbiamo migliorare, senza dubbio, però anche l’educazione stradale deve migliorare: abbiamo molti, molti amici che hanno rischiato di essere investiti nell’ultimo anno».
 

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