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Un momento del primo incontro al Respighi

Un momento del primo incontro al Respighi

"No drop, no out!". Partito il progetto per promuovere le pratiche sportive giovanili sul territorio

Partito dal Respighi (e dal San Benedetto) il primo ciclo di incontri formativi promosso da Upi Emilia-Romagna insieme alla Provincia in collaborazione con Uisp e Csi

Ha preso il via lunedì 21 settembre dal Liceo Respighi, il progetto "No drop, No out!" per promuovere la partecipazione giovanile alle pratiche sportive sul territorio. Si tratta di un progetto promosso da Upi Emilia-Romagna, insieme alle  Province di Piacenza, Reggio Emilia, Modena e Parma – in collaborazione con Uisp e Csi regionale, USP della Provincia di Piacenza e gli Istituti superiori Spallanzani (RE), Bertolucci e Magnaghi Solari (PR) – nell’ambito di “Azione ProvincEgiovani”, il bando promosso dal Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Parte così il primo ciclo di incontri formativi, articolati in sei ore di formazione teorica e sei ore di formazione pratica, con l’obiettivo di responsabilizzare e accrescere la dimensione sociale dello sport tra i giovani. Ad essere coinvolti i due licei sportivi di Piacenza: Respighi e San Benedetto. Il 24 settembre sarà la volta del liceo San Benedetto.
Lo sport come vettore educativo nelle giornate formative dedicate a diverse tematiche: giovani, sport e salute, sport nella terza età e sport e disabilità.
I ragazzi, che saranno accompagnati in questo percorso da vari formatori ed istruttori esperti UISP, al termine del corso otterranno un diploma di formazione abilitante UISP e potranno affiancare i promotori negli eventi che si svolgeranno nel territorio provinciale.
Il Progetto si concluderà con un "evento finale di restituzione" in cui i ragazzi si esibiranno in una performance su uno degli sport di strada illustrati durante il percorso come il parkour, gli sport della glisse, (termine che deriva dal francese per indicare gli sport di scivolamento, su acqua, su neve o su terra, spesso con una tavola), le giocolerie o il basket 3x3. Previsti specifici seminari con la partecipazione degli stakeholders interessati alla tematica affrontata: gli over 65 per il primo ciclo formativo e i disabili per il secondo ciclo che verrà replicato in primavera.

Soddisfazione della consigliera delegata Valentina Stragliati. «E’ fondamentale lavorare in rete contro la dispersione scolastica e sportiva e questo progetto ne è un esempio. Lo sport è un fattore importante di prevenzione del disagio giovanile. Tra i risultati attesi vi è anzitutto l’aumento dei giovani partecipanti alle attività sportive, coinvolgendo quanti non sono attualmente intercettati dalle offerte sportive strutturate di società e gruppi, nonché una sensibilizzazione a corretti e sani stili di vita, contribuendo anche ad incentivare il ripopolamento dei contesti periferici ed isolati. Lo sport, che è fondamentale per mantenere il benessere psicofisico, rappresenta un mezzo efficace di prevenzione, mantenimento, recupero della salute fisica che influisce positivamente sugli anziani, ritardandone i processi di invecchiamento e sui disabili come strumento di integrazione e aggregazione».

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