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«Lo sport serve anche per essere più bravi a scuola»

Lo sport non è in contrapposizione alla scuola. Anzi, gli sportivi migliori, che si allenano con maggiore costanza, sono spesso anche quelli che hanno i voti migliori in pagella. La conferma arriva dal convegno organizzato dal liceo scientifico...

Lo sport non è in contrapposizione alla scuola. Anzi, gli sportivi migliori, che si allenano con maggiore costanza, sono spesso anche quelli che hanno i voti migliori in pagella. La conferma arriva dal convegno organizzato dal liceo scientifico Respighi per suggellare la convenzione con il Coni, rinnovata per il quarto anno consecutivo. In base all’accordo gli studenti che svolgono attività a un certo livello hanno diritto a un numero di assenze giustificate per allenarsi e per giocare gare di campionato e avranno un voto in più, che farà media, relativo alla propria disciplina. Un modo per decretare l’importanza dello sport anche durante l’età in cui la scuola e lo studio interessano buona parte della giornata.
Di fronte agli studenti iscritti al liceo a indirizzo sportivo sono intervenuti presidenti e delegati delle federazioni affiliate al Coni. Tutti hanno illustrato le proprie attività presentando anche un testimonial, salito sul palco a spiegare come è possibile conciliare studio e attività sportiva ai massimi livelli.

INDAGINE - Prima di iniziare spazio alla presentazione dei risultati dell’indagine “Giovani e sport” svolta lo scorso anno da Matteo Salini con le classi prime e seconde del Respighi. Dai dati è emerso che l’abbandono dell’attività sportiva è più alto fra le donne e che fra i motivi che impediscono di fare sport c’è principalmente lo studio.
Robert Gionelli, delegato provinciale del Coni, ha illustrato le novità organizzative che hanno riguardato il Comitato olimpico negli ultimi mesi, quindi è toccato ai rappresentanti delle varie discipline spiegare i rispettivi programmi e le iniziative. Sul palco si sono alternati Domenico Parrello (atletica), Lorenzo D’Amato (canottaggio), Giovanni Cerioni (ciclismo), Luigi Zangrandi (nuoto), Antonio Galli (basket), Marco Bergonzi (pallavolo) e Vittorio Schiavi (rugby).

TESTIMONIAL - Il momento più sentito è stato quando il microfono è passato ai testimonial Camilla Papa (atletica), Alice Gruppi (canottaggio), Luca Tortellotti (ciclismo), Matteo Pelliciari (nuoto), Rodolfo Rombaldoni (basket), Federica Valeriano (pallavolo), Carlo Orlandi (rugby) e Andrea Ferrari (scherma). Medagliati olimpici e campioni italiani, ragazzi in piena attività ed ex giocatori, ognuno ha portato un contributo importante raccontando la propria storia e invitando i ragazzi a inseguire i propri sogni nonostante le difficoltà che quotidianamente si incontrano quando lo sport non è l’unico traguardo da raggiungere. Alice Gruppi ha ricordato il suo allenatore Francesco Solenghi, scomparso qualche mese fa: «Mi spronava sempre a dare il massimo dicendo che dobbiamo dimostrare quanto sia valida la nostra generazione». Matteo Pellicciari e Rodolfo Rombaldoni hanno parlato delle rispettive esperienze ai Giochi, Camilla Papa dell’organizzazione di chi si allena quotidianamente, Luca Tortellotti della fatica ma anche della bellezze del ciclismo, Federica Valeriano di quanto sia importante non mollare mai anche se non si gioca in Serie A, Carlo Orlandi ha raccontato le ventiquattro ore più intense della sua vita: storica vittoria con l’Italia contro la Francia e subito dopo centinaia di chilometri in macchina per andare a discutere la tesi all’Isef, mentre Andrea Ferrari ha parlato delle difficoltà scolastiche con professori incapaci di comprendere le sue esigenze di sportivo di alto livello.

Il convegno, moderato da Matteo Marchetti, giornalista di Sportpiacenza, si è chiuso con l’intervento di Alessia Ruggi, nuotatrice e profeta in patria, visto che è studentessa del Respighi. La Ruggi ha parlato del suo ruolo di “Ambasciatrice dello sport tra i giovani”, nomina arrivata direttamente da Giovanni Malagò, presidente del Coni, con l’obiettivo di “diffondere i valori positivi dello sport, del fair play e della correttezza”.

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