Giovedì, 18 Luglio 2024
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Calcio, emozioni, ricordi e entusiasmo: ecco il libro "50 anni con il Torneo Libertas"

Lunedì alle 18 nella Sala Panini la presentazione del volume scritto da Matteo Marchetti che ripercorre le nozze d'oro della manifestazione più importante e longeva del nostro territorio

Lunedì 24 giugno alle 18 nella Sala Panini del PalabancaEventi (ex Palazzo Galli) in via Mazzini 14 a Piacenza, si presenta "50 anni con il Torneo Libertas", libro scritto da Matteo Marchetti che racconta le nozze d'oro della manifestazione calcistica più importante e longeva del territorio piacentino e non solo. L'ingresso è libero e aperto a tutti, un modo per ripercorrere mezzo secolo di storia attraverso aneddoti, curiosità, emozioni e interviste ai protagonisti di quello che è riduttivo definire solamente un torneo di calcio. Per chi vuole al termine della presentazione ci sarà anche la possibilità di visitare la Mostra Immersiva Icones nella Sala Sforza Fogliani.

 E’ un bel libro l’ultima fatica del giornalista Matteo Marchetti, dedicato alla storia del Torneo Libertas, dal titolo “Cinquant’anni con il torneo Libertas” edito dall’A.C. Libertas (pp. 120) con presentazione del vicepresidente Sauro Avarucci e prefazione di Giorgio Lambri e realizzato grazie al sostegno della Banca di Piacenza, della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Delta Inox e Sercom.

Un bel libro perché Marchetti nella sua cavalcata attraverso il profumo del tempo mescola con grande sensibilità passato a presente, un periodo andato e ricordi recenti. Erano appena conclusi gli anni spensierati e dolci di Gragnano, dove tra giugno e luglio la gente tirava mattina al campo del paese, il Piccolo Maracanà, e quasi come una magia nella Bassa Piacentina il calcio torna a volare qualche tempo dopo al campo di via Molinari, quando nel 1973 prende il via la prima edizione del Torneo Libertas. Una storia che va avanti ancora oggi, anche se il fascino delle prime edizioni ha qualcosa di magico e di straordinario. Marchetti ci accompagna in questo viaggio di ricordi e di microstoria e la narrazione ci riporta alla favola bella di quel torneo che è entrato a far parte della vita non solo di un quartiere, ma della Bassa, da Parma a Reggio, da Brescia a Cremona, da Lodi ad Alessandria. Furono i componenti dell’allora Consiglio direttivo della Libertas a dare il via a questo torneo estivo di calcio. Il fascino di Gragnano si era spento. Puntarono a una manifestazione strutturata e con un alto potenziale di adesioni; fioccarono gli sponsor e il sogno diventò realtà. Nel libro ci sono gli ideatori, da Pietro Bugliani a Piero Tappani, senza dimenticare Gino Anelli e don Aldo Corbelletta o Angelo Merli.

E nel rettangolo d’erba, illuminato a giorno dai fari che abbagliavano i sogni e la luna, nascevano i personaggi-simbolo in un piccolo mondo antico: l’altoparlante che sparava canzoni, la muraglia verde dei cipressi, le tribune in legno e la gente che gremiva questo torneo: due, tremila persone a sera. Ci sono squadre che hanno reso il torneo una lunga storia di calcio, a cominciare dall’Azienda Agricola Vitelmi di Castelsangiovanni (si aggiudicò il torneo nel 1974 alla seconda edizione) all’Autoscuola Dante che vinse la prima edizione, dalle Confezioni Pino alla Discoteca Vecchio Parco di Salsomaggiore (vincitrice nel 1987), dall’indimenticabile Impianti Gasauto Fantoni che ogni estate portava giocatori di spessore, ma vuoi per la troppa passione, vuoi perché il calcio è strano, cominciò a vincere quando cambiò nome, diventando i “Fiacchi e deboli” per conquistare il titolo finalmente con il proprio nome nel 2008. Ricordi lontani: la Pizzeria Bernini, il Bar London e il Bar Sport, la Sab Arredamenti e il Bar Boeri, le Calzature Renzo Tacchini di Pontedellolio e le Acconciature Emiliano di Guardamiglio, il Prosciuttificio Valserio (primo classificato nel 1984) proveniente addirittura dall’alta bergamasca, l’Officina Meccanica Boselli di Polignano vincitrice nel 1979, ma anche tante squadre provenienti da Codogno, Crema, Garlasco, Fidenza, Cremona. Il torneo in pochi anni diventò un punto di riferimento per il calcio dilettantistico, vi presero parte anche diversi professionisti, giocatori di serie C e serie B che per qualche anno giocarono con il loro nome e quando Roberto Boninsegna in una delle prime edizioni, diede il via alla manifestazione davanti a migliaia di spettatori firmò centinaia di autografi.

Storie lontane, giocatori d’altri tempi, i professionisti dell’estate: Titti Ascagni, Natalino Gottardo, Giorgio Gambin, ma uno su tutti è il mitico Villa che dall’Ospitaletto passò al Bologna. E ancora, Lucchetti del Vicenza, Schillirò del Novara, Vaccario del Pergocrema, Andrea Bottazzi, ma anche Camillo Grazioli e Beppe Boeri, Camillo Orsi, l’inarrestabile Vaccario; insomma, giocatori di livello che per anni hanno reso il Torneo Libertas un appuntamento di grande interesse e nella Bassa piacentina il pallone volava. E grazie a questo lavoro voluto dagli attuali organizzatori del torneo, Marchetti con rigore e precisione citando tutte le finali disputate nei cinquant’anni di vita del torneo, riporta a galla un fenomeno di costume che ha saputo trascendere lo sport in senso stretto, perché il campo di via Molinari negli anni è diventato anche una delle sedi improvvisate ma molto frequentate del mercato dei dilettanti. Insomma, tempo andato sì, ma fino a un certo punto. Ergo, un bel libro.  

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