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Lunedì, 22 Aprile 2024
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Scialpinismo: tre piacentini "circumnavigano" il Cervino

Saltarelli, Pasquali e Strinati, insieme al bergamasco Oprandi, nell'aprile 2024 daranno vita allo Skyline Around the Matterhorn: 70 chilometri con 6mila metri di dislivello positivo da percorrere in tre giorni

Il concetto di bellezza è notoriamente relativo ma c’è un primo posto in classifica che da una parte all’altra del pianeta sembra mettere tutti d’accordo: la montagna più bella del mondo è il Cervino. Questa piramide perfetta tra Italia e Svizzera è considerata il simbolo stesso della montagna, la rappresentazione plastica dell’idea che la parola “montagna” crea nella mente delle persone. Se si chiede a un bambino di disegnare un monte, disegna il Cervino anche se non l’ha mai visto: una maestosa, immensa roccia che si staglia nel cielo con la sua vetta appuntita come un corno. 

Ed è proprio il Cervino, con la sua potenza estetica e simbolica, che ha ispirato l’idea di un progetto che vede protagonista un team di quattro persone, tre piacentini e un bergamasco, intenzionati a lasciare un piccolo segno nel mondo dello scialpinismo. Si chiama Skyline Around the Matterhorn ed è un progetto sportivo e documentaristico che vuole segnare una sorta di punto fermo, d’arrivo e di partenza, nel panorama degli itinerari alpini in una delle aree montane più affascinanti d’Europa e del mondo, la stessa area che alla fine del 1700 ha visto nascere il concetto stesso di alpinismo. 

Si tratta della “circumnavigazione” del Cervino, delle sue quattro facce tra Italia e Svizzera, unendo itinerari classici e noti ad altri meno noti e nuovi in un percorso ad anello da Cervinia a Cervinia che vedrà i quattro scialpinisti percorrere con le pelli di foca un tracciato di una settantina di chilometri per circa 6mila metri di dislivello positivo nell’arco di tre giorni. La partenza è prevista per la prima settimana di aprile 2024. 

Settanta chilometri, dunque, tutti sci ai piedi, attraversando gli immensi ghiacciai in quota che circondano la Gran Becca, percorrendo spettacolari creste, valicando sette colli e salendo - se tutto andrà per il verso giusto - otto delle varie cime che fanno da corona al Cervino. 

Un itinerario inedito nel suo insieme e che potrebbe diventare una sorta di mini haute route classica in grado di portare gli scialpinisti a muoversi in un ambiente incontaminato tra i più affascinanti dell’arco alpino, e non solo, con l’impagabile valore aggiunto di poter ammirare il Matterhorn (così è chiamato il Cervino in tedesco) nei suoi lati meno noti, come la poco conosciuta parete ovest e il Naso di Zmutt.

Un progetto sportivo, si diceva, perché lo sviluppo chilometrico, le quote e il dislivello richiedono un po’ di esperienza e velocità, ma con un obiettivo ben definito che va oltre la prestazione e l’avventura in sé: e l’obiettivo è quello documentaristico. L’idea, infatti, è quella di realizzare un ampio servizio fotografico e un mini-film che, tramite il racconto dell’avventura dei protagonisti, consenta di accendere i riflettori non solo sulla montagna più bella del mondo (che di riflettori non ha certo bisogno) ma con uno sguardo allargato sulla maestosità selvaggia dell’ambiente che la circonda, con le sue cime, i suoi ghiacciai, i suoi colli e le sue creste. 

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