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«La retrocessione in B del Piacenza nel 1994? Non fu colpa del Milan». Galliani fra calcio, ricordi e...Hristo Zlatanov

L'attuale amministratore delegato del Monza torna sui suoi passati da dirigente rossonero e sui confronti con i biancorossi. «La rovesciata di Luiso condannò Tabarez all'esonero. E io fui accolto dallo striscione "Capello e Galliani compagni di merende"»

Adriano Galliani con Hristo Zlatanov: l'attuale direttore generale della Gas Sales firmò proprio con l'ex dirigente del Milan il primo contratto da professionista

«Ero al telefono poco fa con Fabio Paratici, si parlava d’altro e gli ho spiegato che mi trovavo nella sua Piacenza». Adriano Galliani, amministratore delegato del Monza – ma per trent’anni ad del Milan berlusconiano che ha vinto cinque Champions e otto scudetti – ha fatto tappa nella nostra città per la campagna elettorale, visto il suo ruolo di senatore di Forza Italia (dal 2018). Cravatta azzurra – non più la “gialla” portafortuna – si è intrattenuto a chiacchierare di calcio con diversi piacentini al bar, prima di parlare in veste ufficiale da dirigente forzista.

Al “Barino” ha incontrato anche l’ex pallavolista Hristo Zlatanov, attuale direttore generale della Gas Sales, che gli ha ricordato di avere firmato con lui il suo primo contratto da professionista, nel 1994, con la Mediolanum Gonzaga Milano. Galliani ha dimostrato di conoscere bene la realtà della Serie C - «il Piacenza poteva salire l’anno scorso, ma ha perso a Siena» -, ma in tanti lo hanno interrogato soprattutto sul suo vecchio Milan. Qualcuno, addirittura, ha voluto fare a gara a ricordare le formazioni rossonere degli anni ’60, citando anche giocatori e riserve un po’ dimenticati.

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I cronisti presenti, invece, hanno provato a “tirare in ballo” un 3-2 tra Piacenza e Milan del 1996-1997. «Certo che mi ricordo – spiega l’amministratore delegato del Monza - segnò “il Toro di Sora” Pasquale Luiso e ci rimise la panchina Oscar Tabarez per quella partita persa a Piacenza». Rapporto tra i biancorossi e i rossoneri non proprio idilliaco, gli si è fatto notare, dopo che i campioni d’Italia, allenati da Fabio Capello, schierarono nel 1994 (il primo anno in A del Piace) le riserve con la Reggiana, condannando la squadra di Cagni alla serie B. «Non è vero – respinge l’accusa Galliani – che fu colpa nostra. Io ricordo una palla di Massaro incredibile, uscita di poco. Questa storia la ricordo più per il fatto che l’ultima di campionato si giocò in due giornate diverse. L’anomalia non fu il Milan che schierò le riserve, ma il fatto che il Piacenza giocò in precedenza, e non allo stesso orario, il suo ultimo match. Oggi sarebbe impensabile una cosa del genere. Il Milan giocò dopo, ma ricordo bene un’azione di Massaro incredibile negli ultimi minuti che non andò a buon fine. Purtroppo so bene che la piazza piacentina la prese male. Mi ricordo che quando tornammo da voi nel 1995-1996, dopo la promozione dei biancorossi, mi accolsero con uno striscione enorme: “Capello e Galliani compagni di merende”. Ho tutto nitidamente nella memoria». 

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