Cessione Piacenza - La Propreco cambia l'offerta?
Dopo l'avvocato Barbiera anche il direttore generale del Piacenza, Claudio Molinari, sembra chiudere definitivamente la porta alla Propreco Sa. Il primo sta tirando le fila del discorso, Garilli gli ha consegnato le chiavi della trattativa e, da quanto si è saputo, i documenti forniti dalla società danese sabato scorso, non sono stati considerati esaurienti. Dalla Propreco erano arrivate delle indicazioni più dettagliate relative all'offerta messa sul piatto, ma la risposta della società è stata chiara: «O rispondete alle nostre precise domande, che abbiamo avanzato oltre un mese fa, oppure la questione si chiude».
In particolare sono due i punti su cui si è focalizzato l'avvocato Barbiera: la proposta di finanziamento di 6 milioni di euro spalmabili in 5 anni e le informazioni sul passato di questa società e del suo amministratore, David Ernst Sunne. Il resto invece è stato avvallato dal Piacenza, compresa la banca di riferimento, la Sberbank russa ma, come detto, se non si risolvono i primi due punti, l'affare non andrà mai in porto.
Per quanto riguarda Molinari invece, le sue dichiarazioni sono state più dirette. Al quotidiano Libertà ha parlato di «presunti benefattori di cui non c'è bisogno nel mondo della Lega Pro», unitamente alla necessità di trovare «le forze per andare avanti da soli». Diciamo che allo stato attuale della trattativa (perché ufficialmente il discorso con la Propreco Sa è ancora aperto) chiamare i danesi "presunti benefattori" non risulta propriamente corretto perché si sa, nessuno fa nulla per nulla, neanche perdere tempo prezioso. Inoltre, come avevamo già rivelato, la Propreco ha assunto nella trattativa un ruolo di intermediazione finanziaria, e non è detto che l'offerta non si tramuti, nelle prossime ore, in una proposta diretta di acquisto. Su questo punto però non ci sono riscontri oggettivi concreti; per il momento è solo una voce che impone di non pronunciare la parola fine sulla vicenda.
Infine c'è un altro nodo che il direttore generale ha deciso di toccare e riguarda la convinzione che, una parte del danno, sia stato prodotto «dall'ingresso in società della cordata subentrata pochi mesi fa». Ricordiamo, tanto per mettere in chiaro le cose, che la cordata Gallo-Gianfranceschi trattò ufficialmente il Piacenza fino al 30 settembre dopodiché le parti si allontanarono ufficialmente perché scaduto il termine della prelazione. Tuttavia, dopo 48 ore di silenzio, Gianfranceschi e i vertici di via Gorra tornarono a trattare e, dal notaio nel giorno della cessione, c'erano tutti questi soggetti davanti all'amministratore unico Garilli con Luigi Gallo che esultò, come un matto, nel mezzo di via Garibaldi perché aveva appena «preso il Piace».
Risulta dunque fuori luogo inquadrare la vecchia cordata come una banda di predoni che ha rovinato il Piacenza: primo perché i debiti non li hanno creati certamente loro in 50 giorni ma la gestione societaria degli ultimi 10 anni. Secondo, e lo ripeteremo all'infinito, si era perfettamente a conoscenza del curriculum delle persone a cui si stava vendendo la società. Quest'ultima cosa l'avremo ripetuta oltremisura nel recente passato, ma è sempre meglio che ad ogni affermazione contraria corrisponda una buona dose di "come sono andate le cose".
Giacomo Spotti
(nella foto sportpiacenza.it: nel mezzo Fabrizio Garilli tra i suoi legali, a sinistra Franco Maccabruni e a destra Stefano Barbiera)

Scommesse - Ilievski: «Gervasoni a capo del clan in Italia»
Hristyan Ilievski si difende. Lo fa dalla sua casa di Skopje, da dove non si muove perché è protetto dalla legge che non consente l’estradizione in Italia. I giudici di Cremona lo ritengono il capo, insieme a Gegic, della banda degli “zingari” che avrebbe truccato le gare di calcio per guadagnare con le scommesse. Nega tutto il principale accusato e passa al contrattacco, mettendo sotto la lente il comportamento di Carlo Gervasoni, ex difensore del Piacenza.
«E’ Gervasoni – spiega in un’intervista pubblicata questa mattina sulla Gazzetta dello sport – che gestisce tutto il giro in Italia. Lui ha i contatti con i suoi colleghi, mi ha telefonato centinaia di volte».
Va oltre Ilievski. «Mi vendeva le informazioni e sceglieva lui squadre e partite su cui scommettere. Se in Italia esiste un’organizzazione il capo è proprio Gervasoni».
Respinte al mittente le accuse dell’ex biancorosso, il presunto capo della banda degli zingari dunque non solo gioca in difesa, ma punta su un contropiede che pare efficace. Il problema è che le sue dichiarazioni al momento rimarranno solo sulla carta, considerato che le ha rilasciate ai giornalisti della Gazzetta, Fabio Bianchi e Francesco Ceniti, ma non ha alcuna intenzione di presentarsi davanti ai magistrati. Per ora dunque l’inchiesta, almeno su questo fronte, non dovrebbe registrare novità sostanziali.
GERVASONI PUNTA A UNA RIDUZIONE DELLA SQUALIFICA?
Intanto ieri è andata in scena la prima udienza per la controversia fra Gervasoni e la Figc al Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport. Udienza tecnica, in quanto è stato richiesto un rinvio, subito concesso, al 15 ottobre. Probabile che Gervasoni, dopo aver collaborato con la Procura di Cremona, voglia dire tutto quello che sa anche alla Procura federale. L’obiettivo è una riduzione della squalifica; attualmente Gervasoni è stato bloccato per cinque anni con radiazione.

Scommesse - Palazzi convoca cinque ex biancorossi
Ora è noto anche l'elenco dei calciatori che dovranno comparire davanti al procuratore federale Stefano Palazzi che, parallelamente alla giustizia ordinaria, darà l'avvio ai primi interrogatori per la giustizia sportiva che colpirà squadre e calciatori nella seconda tranche dell'inchiesta Last Bet sul calcioscommesse. Gli incontri stabiliti da Palazzi si svolgeranno dal 28 febbraio al 15 marzo.
Si inizia proprio con Gervasoni (già questa estate c'erano stati due interrogatori) il 28 febbraio e poi sarà il turno degli altri ex Piacenza con Catinali, Rickler, Conteh e Guzman. Questo l'elenco: 5 marzo: Vittorio Micolucci calciatore Ascoli; 6 marzo: Maurinho Ernandes tecnico; Alessandro Pederzoli calciatore Ascoli; 7 marzo: Davide Caremi ex calciatore Andria Bat, Marco Cellini calciatore Modena, Antonio Narciso calciatore Grosseto, Francesco Ruopolo calciatore Padova; 8 marzo: Nicola Santoni tecnico, Luigi Sartor ex calciatore Ternana; 9 marzo: Alessandro Zamperini calciatore attualmente in Lettonia; 12 marzo: Edoardo Catinali ex calciatore Piacenza, Ricky Rickler Del Mare calciatore Bologna, Marco Turati calciatore Modena; 15 marzo: Paolo Acerbis ex calciatore Vicenza, Kewullay Conteh ex calciatore Piacenza, Gaetan Tomas Andres Guzman calciatore in prestito Gubbio, Inacio Josè Joelson calciatore Pergocrema

Dagli spogliatoi - Monaco: «Tutto bene tranne il risultato»
Per il Piacenza c'é Marchi in sala stampa a raccontare il suo punto di vista sulla partita e il futuro più immediato legato ai discorsi societari. Contento Rastelli, semi-contento Monaco che, del tutto comprensibilmente, non è felice di un risultato che non rende giustizia all'impegno e al gioco visto in campo da parte della sua squadra.
LE PAROLE DI RASTELLI - «Quando vengo a Piacenza sento sempre molto affetto nei miei confronti e questo mi crea un'emozione particolare. Mi è spiaciuto vedere lo stadio vuoto. Comunque faccio i complimenti ai ragazzi di Monaco e al mister, stanno facendo davvero un buon lavoro e se continueranno a giocare con questo ardore, al di là di quello che poi succederà, meritano il rispetto dei tifosi piacentini. Per quanto riguarda la mia squadra, siamo stati attenti cercando di concedere poco. Il Piacenza ha giocato bene, con intensità, e il Portogruaro ha dovuto mettere molto per strappare questo punto. Avevo avvisato i miei ragazzi che avrebbero incontrato un avversario determinato e così è stato. Il pareggio penso sia il risultato giusto. Se da un lato il Piacenza ha forse speso di più, noi abbiamo paradossalmente avuto occasioni pericolose a nostra disposizione, anche se poi il gol non è arrivato». A proposito del Portogruaro e della sua situazione in classifica, Rastelli spende parole positive: «Anche noi siamo una squadra giovane che ha raggiunto l'attuale posizione in classifica dando il mille per cento. Chiaro che non siamo sempre in grado di esprimere il massimo, anche oggi tra squalificati e giocatori non disponibili avevo pochi cambi a disposizione. L'obiettivo rimane quello della salvezza, e quando saremo attorno ai 40 punti, continueremo a giocare divertendoci e magari creando qualche problema a quelle squadre che invece sono partite con obiettivi più ambiziosi del nostro perché avremo meno pressione».
LE PAROLE DI MONACO - «Sono soddisfatto della prestazione globale dei miei ragazzi, a mio avviso è andato molto meglio il secondo tempo perché siamo riusciti a lavorare di più sugli spazi esterni come ci eravamo preparati per la gara. Nel primo tempo abbiamo giocato troppo la palla in zona centrale anziché farla girare sugli esterni. Chiaramente c'è il rammarico del risultato, anche se conta molto il fatto di non subire gol da un paio di domeniche, e oggi é stata una di quelle. Sapevamo come giocava il Portogruaro e avevamo preparato bene la partita. Ci sono ancora aspetti su cui lavorare, oggi il gol mancato da Rodriguez non doveva succedere, era un gol facile davanti al portiere che era uscito dalla porta. Non sono contento del risultato, ma dobbiamo continuare a crederci e in effetti noi ci crediamo. I ragazzi si stanno allenando bene, si sono calati nella situazione anche se molti di loro sono appena arrivati. D'ora in poi però non possiamo più sbagliare o sbagliare il meno possibile».
LE PAROLE DI MARCHI - «Siamo un po' delusi del risultato di oggi perché siamo riusciti a chiudere bene il Portogruaro senza tuttavia riuscire a passare in vantaggio e fare quei punti che ci servivano. La partita che abbiamo giocato dimostra però che siamo all'altezza di affrontare tutti gli avversari e credo sia un elemento importante per riuscire a salvarci. I nuovi arrivati si stanno integrando bene, ora dobbiamo ancora lavorare per migliorare. Davanti per esempio abbiamo cambiato tutto e quindi abbiamo ancora bisogno di tempo per raggiungere il massimo affiatamento senza avere l'ansia di fare gol come é successo oggi». A proposito del suo duplice nuovo ruolo di terzino e di capitano: «Mi trovo bene nella posizione di terzino, sono un giocatore duttile e il mister mi sta insegnando nuovi movimenti in cui mi trovo bene. Certo, in questo ruolo arrivo meno al tiro ma pazienza, ci penseranno altri a segnare. Devo ancora imparare qualcosa, ad esempio alcune diagonali difensive ma presto le avrò affinate. Come capitano mi sento orgoglioso e voglio finire bene la stagione con il Piacenza,anche perché due retrocessioni sarebbero troppo». Qualche commento sulla situazione societaria, gli stipendi e lo scongiurata, almeno ad oggi, messa in mora della società: «Stiamo pensando ad azioni che potremmo eventualmente intraprendere in futuro, ma non prenderemo decisioni subito. Se vogliamo guardar bene, Garilli ci ha salvato dalla proprietà precedente e ci ha pagato per cui non stiamo giocando con la pressione vera e propria di chi gioca gratis. Per il resto staremo a vedere la seduta del 21 marzo e i risvolti che avrà per poi decidere».
Caterina Basso
(nella foto sportpiacenza.it: Francesco Monaco)
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