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De Biasi, il "Marshall bianco": «Domenica ho provato emozioni fortissime, mi sembrava di vivere in una favola». VIDEO

Il centrale della Gas Sales paragonato all'ex schiacciatore biancorosso per l'impressionante elevazione: «Era uno dei miei idoli». Poi parla del salto in A2: «Chi devo ringraziare? Massimo Botti»

Beppe De Biasi in azione durante la gara vinta in casa di Cantù

C’è chi lo ha già definito il Marshall bianco. Ovvio, i ruoli sono differenti, le caratteristiche tecniche e fisiche anche, però Beppe De Biasi ha in comune con lo schiacciatore capace di scrivere pagine indelebili della storia biancorossa un’elevazione impressionante. Per il centrale piacentino sembra che la forza di gravità si calcoli in modo diverso rispetto a tutti gli altri, una caratteristica che gli permette di farsi largo in A2 nonostante i “soli” 187 centimetri ufficialmente dichiarati. Domenica, all’esordio con la Gas Sales, è stato protagonista di un’ottima gara, con tre muri e l’83 per cento in attacco, ma lui non è ancora completamente soddisfatto. «La vittoria è arrivata per merito di tutta la squadra, ma sappiamo bene che possiamo e dobbiamo migliorare ancora tanto».

Per te è stato un esordio storico: prima volta in A2 da piacentino, nella squadra della tua città in cui sei anche cresciuto. Che sensazioni hai vissuto?

«Ho provato emozioni fortissime. I nostri tifosi sono stati spettacolari, c’era un’atmosfera magica, vivevo quasi una favola, specialmente nel primo set facevo fatica a capire dove fossi. Poi l’emozione è andata scemando e siamo riusciti tutti insieme a partire con il piede giusto conquistando i tre punti».

Facciamo un passo indietro a quest’estate. Quando ti hanno telefonato chiedendoti se volevi indossare la maglia della nuova Piacenza cosa si è acceso dentro di te?

«E’ stato un momento particolare. Ero sul divano, mi ha chiamato Zlatanov ma non avevo il suo numero, però ho riconosciuto subito la voce e in un secondo mi è passato davanti tutto. Quando ho realizzato di cosa si trattasse ero incredulo».

La Serie A2 non ti è stata regalata, l’hai meritata sul campo con le esperienze nella Canottieri Ongina e una promozione ottenuta due anni fa che poi non si è concretizzata per le decisioni della società.

«Se davvero me lo merito dovrò dimostrarlo nei prossimi mesi. Il salto dalla B alla A2 è notevole soprattutto in una squadra come la nostra che punta a un campionato di alta classifica. Toccherà al campo dare il giudizio, anche se giocare in un gruppo simile mi aiuta molto perché il valore tecnico è alto. Bisogna impegnarsi il doppio per stare al passo con gli altri».

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