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Baranowicz: «Anche io facevo il tifo per qualcuno a Piacenza». VIDEO

L'ex regista biancorosso protagonista con l'Italia che si qualifica alla fase finale dei Mondiali a Torino

 

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Dal nostro inviato a Milano

Il primo traguardo è stato raggiunto: l’Italia si qualifica fra le migliori sei del Mondiale e approda a Torino per la fase finale della rassegna iridata che sta entusiasmando tutto il Paese. Lo fa dopo sei vittorie consecutive, rendendo inutili le ultime due gare contro la Russia (sconfitta al tie break in un Forum impressionante) e l’Olanda, sfide da utilizzare in preparazione dei confronti che assegneranno le medaglie.

Del gruppo azzurro fa parte anche Michele Baranowicz, l’ultimo anno a Piacenza e ora senza squadra proprio a causa della chiusura della società biancorossa, con cui aveva due anni di contratto. Situazione paradossale la sua, si sta giocando il titolo iridato ma sa che da lunedì prossimo, comunque andrà, mentre i suoi compagni rientreranno nei club lui sarà a casa ad aspettare una telefonata.

L’obiettivo della qualificazione è stato raggiunto pochi istanti prima di affrontare la Russia, poi è arrivata la prima sconfitta di questo Mondiale per l’Italia.

«Sapevamo di essere già con un piede a Torino - spiega il regista azzurro - ma ci aspettava un bel test, l’abbiamo giocato a viso aperto disputando un primo set stellare. Poi loro hanno iniziato a servire veramente forte e per noi si è fatta dura. C’è stata una reazione d’orgoglio nel quarto parziale; siamo stati sconfitti al tie break ma abbiamo disputato un’ottima gara».

Contro un muro come il loro la ricezione diventa fondamentale. Quando avete accusato qualche problema è diventata durissima.

«Nel momento in cui non si riceve benissimo bisogna trovare soluzioni differenti. Loro hanno fatto una marea di muri, noi pochi. Qualcosa si poteva fare in modo diverso, ma può capitare contro un avversario così tosto, una squadra che può ambire al titolo».

Per molti era la partita che avrebbe potuto dare il metro dell’Italia in questo Mondiale. Con quali certezze uscite da questo match nonostante la sconfitta?

«Possiamo contare su ottimi punti di forza, così come loro. Siamo rimasti attaccati anche sotto 2-1, è arrivata una reazione che ci ha tenuto in partita fino all'ultimo pallone. E’ stata una bella cosa».

Nimir, opposto dell’Olanda, ha detto che per battere la Russia ci vuole la perfezione. Sei d’accordo oppure sarebbe bastato un pizzico di attenzione in più?

«Abbiamo perso per quattro punti. Nelle partite ci sono sempre delle piccole cose che si possono fare un po’ meglio. Magari ci voleva maggiore tranquillità in alcuni momenti, invece è andata così e va bene lo stesso. La sconfitta ci farà bene perché instillerà qualche dubbio: troppe certezze ti fanno sedere».

Cosa significa giocare in un ambiente come quello del Forum?

«E' bellissimo. In Italia stiamo trovando ovunque un pubblico favoloso e spettacolare. E’ un grande aiuto e in campo si sente».

Lo sai che a Piacenza fanno il tifo per te?

«Mi fa piacere. Anch’io facevo il tifo per qualcuno a Piacenza, ma mi sa che non mi hanno ascoltato».

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