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Che calore per Papi e Zlatanov: l'Lpr ritira la maglia numero 11

Un successo la festa per l'addio al volley dei due giocatori biancorossi: oltre 2500 spettatori al PalaBanca, tanti con gli occhi lucidi

Hristo Zlatanov con la maglia numero 11 ritirata dalla società

Ci sarebbe una partita da raccontare, non una qualsiasi ma la vittoria di Piacenza che chiude la serie contro Latina e proietta i biancorossi alla Final four di qualificazione alla Challenge. I biancorossi vincono 3-1 e proseguono il cammino per un pass europeo, ma per un giorno è giusto lasciare in secondo piano la pallavolo giocata perché tutti i riflettori sono puntati sulla storia della pallavolo, su Hristo Zlatanov e Samuele Papi che per l’ultima volta entrano da protagonisti al PalaBanca. Gli occhi sono lucidi e non potrebbe essere altrimenti, lo sono quelli di Zlatanov (Papi riesce a mascherare meglio l’emozione) ma anche dei tanti tifosi che in una domenica stupenda si chiudono in un palasport bollente con oltre 2500 persone che rendono omaggio a due campioni capaci di segnare la storia del volley italiano e non solo.

Non mettono piede in campo i due, ma sono i grandi protagonisti del pomeriggio, di una giornata che rivoluziona completamente il programma per rendere merito a una coppia di campioni. Lo fa un PalaBanca tanto caldo quanto emozionato, in cui i venti minuti inizialmente previsti per ricordare la carriera dei due giocatori diventano più di mezz’ora senza che nessuno si lamenti. Entrano il fratello di Samuele Papi che consegna la maglia di Falconara, poi tocca a Claudio Galli, Giani, Fei e Tencati quindi spazio ai videomessaggi di Paolini, Pistolesi, Da Re, Simon e del presidente federale Cattaneo. Roberto Pighi consegna un quadro con lo sfondo di piazza Cavalli prima che Massimo Righi in rappresentanza della Legavolley chieda ai due giocatori di restare nel mondo del volley una volta appese le scarpe al chiodo.

Tocca poi a Zlatanov ricevere le “visite” di Eugenio Gollini e i messaggi video di Sergio, Meoni, Grbic, Marra e Federica Lisi con i figli di Bovolenta e il premio del sindaco Dosi e dell’assessore allo sport Cisini. Il momento più toccante, quello in cui Zlaty deve nascondersi per non mostrare gli occhi rossi, arriva nel finale: mentre i Lupi Biancorossi espongono gli striscioni “Un bacio grande” ai lati del campo, il presidente Molinaroli e l’amministratore delegato Pighi ritirano la maglia biancorossa numero 11, quella che il capitano ha indossato per 14 stagioni consecutive. E a fine partita ecco lo striscione con 14 cuori, uno per ogni stagione, e una festa che prosegue ben oltre il termine della gara. Una dimostrazione che sia Papi sia Zlaty hanno lasciato un segno indelebile anche fuori dal campo.

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