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Volley - Leggeri: «Piacenza è la mia seconda casa»

Manuela Leggeri ha salutato Piacenza ormai da più di un anno, ma è come se non si fosse mai mossa dal PalaBanca. Non appena la notizia del suo addio al volley giocato ha iniziato a circolare, sui social i tifosi si sono scatenati: nessuno ha fatto...

Manuela Leggeri con la maglia di Piacenza
Manuela Leggeri ha salutato Piacenza ormai da più di un anno, ma è come se non si fosse mai mossa dal PalaBanca. Non appena la notizia del suo addio al volley giocato ha iniziato a circolare, sui social i tifosi si sono scatenati: nessuno ha fatto mancare un saluto alla centrale capitana del ciclo d’oro della Rebecchi Nordmeccanica. Ma soprattutto sono stati tantissimi i ringraziamenti alla donna più che alla giocatrice, segno che la Leggeri a Piacenza ha lasciato un segno non solamente in campo ma soprattutto quando si spegnevano le luci del PalaBanca.

«A PIACENZA HO TANTI AMICI»
«Piacenza è la mia seconda casa - attacca l’indimenticata centrale - un posto dove ho trascorso quattro anni stupendi e ricchi di vittorie. Ho ricevuto tanto e ho legato tantissimo con le persone fuori dalla palestra, molti di loro sono diventati miei amici, mi hanno seguito anche nell’ultima stagione rimanendomi vicino nei momenti difficili».
Manuela ricorda l’arrivo nella nostra città e la sua presentazione: «Antonio Cerciello continuava a ripetere una sola cosa: voglio vincere. Allora sembrava un’utopia, invece anche il primo anno eravamo andati oltre le aspettative. Soprattutto mi è piaciuto vivere da protagonista la crescita di tutto l’ambiente, a 37 anni non avrei mai pensato di poter giocare ancora con compagne così forti e con un allenatore incredibile come Gianni Caprara».
Adesso la pallavolo femminile di Serie A non esiste più e alla Leggeri questo dispiace parecchio. «Piacenza è sempre Piacenza e ovviamente perdere il volley di alto livello è brutto. Ma purtroppo lo sport è anche questo».

SACRIFICIO E DEDIZIONE
Intanto lei dice addio alla pallavolo giocata ma rimane nell’ambiente. Come era prevedibile in tanti gli hanno chiesto di mettere la sua esperienza al servizio dei più giovani e Manuela ha risposto subito in maniera positiva: «Mi sono trasferita a Volta Mantovana e i dirigenti mi hanno chiamato per coinvolgermi nel loro progetto. Ci siamo incontrati e dopo tre giorni ero già una di loro». Farà il secondo allenatore in Serie C, seguirà da vicino una delle formazioni giovanili ma soprattutto diventerà protagonista di un’iniziativa per scoprire nuovi talenti. «Spero di trasmettere ai più piccoli cosa ha significato per me la pallavolo a livello umano: sacrificio, dedizione e soprattutto darsi piccoli obiettivi quotidiani per provare a raggiungere traguardi importanti».

«HO SUPERATO IL SOGNO»
Nella speranza che magari qualcuno dei suoi allievi provi a seguire la stessa strada di Manuela Leggeri, capitana dell’Italia campione del mondo nel 2002. «Avevo un sogno nel cassetto, adesso posso urlare a tutti che sono andata oltre le mie aspettative. Quando ho iniziato speravo di giocare in Serie A; ci sono arrivata, ho vinto scudetti, ho vestito la maglia dell’Italia alzando la coppa di campione del mondo. Più di così onestamente non mi potevo immaginare».

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