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Rio2016 - Ognjenovic: «Di Piacenza ho un ottimo ricordo»

Esordio da applausi contro l’Italia, replica (scontata) di fronte a Portorico, stop con gli Stati Uniti ma a qualificazione al secondo turno già ottenuta. Contrariamente alle azzurre, già eliminate dopo tre gare, la Serbia alle Olimpiadi di Rio de...

Maja Ognjenovic a colloquio con Terzic, tecnico serbo (f. fivb.org)
Esordio da applausi contro l’Italia, replica (scontata) di fronte a Portorico, stop con gli Stati Uniti ma a qualificazione al secondo turno già ottenuta. Contrariamente alle azzurre, già eliminate dopo tre gare, la Serbia alle Olimpiadi di Rio de Janeiro sta ottenendo tutti i risultati sperati e adesso si appresta a iniziare la fase decisiva dei Giochi. Alla guida della squadra c’è Maja Ognjenovic, regista che ha concluso la stagione alla Nordmeccanica e che il prossimo anno vestirà la maglia dell’Eczacibasi di Barbolini.

«Sono un po’ sorpresa – spiega l’ex di Piacenza - dalle sconfitte dell’Italia. Contro di noi le azzurre hanno giocato bene, la partita probabilmente si è decisa in un paio di palloni del primo set, dove siamo state brave noi a concretizzare le occasioni avute. Forse è arrivato qualche errore di troppo al servizio, ma non mi aspettavo di vedervi a zero punti dopo tre gare, senza nemmeno un set vinto».

Allargando il discorso e tornando alla sfida che avete vinto contro le azzurre, giocare in un orario desueto come le 22.30 non aiuta. Questo potrebbe rappresentare un problema soprattutto nei momenti in cui le gare diventeranno decisive.
«Sicuramente rappresenta una difficoltà in più. Non siamo abituate e potrebbe incidere anche perché si gioca ogni due giorni a orari completamente differenti. E’ necessario abituarsi in fretta se si vuole fare strada in questa Olimpiade».

Parlando della tua esperienza con il club, come giudichi l’annata con la casacca della Nordmeccanica?
«A Piacenza abbiamo disputato una stagione splendida. Siamo state protagoniste in due finali, anche se non abbiamo vinto niente, ma complessivamente ce la siamo giocata fino in fondo. E soprattutto nelle sfide decisive per lo scudetto bisogna ammettere che Conegliano ci è stata superiore e poteva contare su una rosa migliore della nostra».

Nonostante tutto hai deciso di lasciare l’Italia dopo una sola stagione scegliendo la Turchia, destinazione Eczacibasi. Da cosa è stata dettata la scelta?
«Era già qualche tempo che ne parlavo con il mio procuratore. Ogni volta che ci trovavamo gli dicevo che mi sarebbe piaciuto molto provare l’esperienza turca; non definiamolo un sogno perché è eccessivo, però era uno dei miei obiettivi ormai da tempo. E’ capitata l’occasione e l’ho colta al volo».

Oltretutto approdi in una squadra impressionante; oltre a te ci sono Kosheleva, Adams e Thaisa solo per fare qualche nome.
«In effetti sulla carta siamo una corazzata, un vero e proprio dream team».

Il Brasile, con le Olimpiadi in cui stai recitando da protagonista, è il presente. La Turchia il futuro a medio termine mentre Piacenza ormai rappresenta il passato.
«Nello sport ci sta. Ma posso dire che della mia esperienza in Emilia serberò un ottimo ricordo. Mi sono trovata molto bene, poi ho fatto altre scelte e ho sentito che la squadra si è trasferita a Modena. Mi spiace, perché Piacenza merita la pallavolo femminile di alto livello».
Dal nostro inviato a Rio de Janeiro
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