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Pallanuoto - Piacenza, coach Fresia: «In Serie B non potremo permetterci cali di tensione»

Il tecnico della formazione piacentina neopromossa: «Problema piscina? Intorno a noi Cremona e Lodi sono le soluzioni praticabili. Ci stiamo già muovendo e troveremo quanto prima la soluzione migliore»

Dopo la lunga corsa di questa stagione appena conclusa nel migliore dei modi per i colori della neonata Everest Piacenza Pallanuoto 2018 abbiamo avvicinato il condottiero del giovanissimo settebello piacentino che ha guidato i suoi al secondo posto in classifica ed al successivo spareggio in Roma dove in una partita rocambolesca i piacentini hanno ottenuto la promozione in serie B.
Molti tuoi atleti sostengono che l’andamento della vibrante partita di sabato scorso rispecchia diverse situazioni in cui vi siete trovati durante l’anno. Condividi e se si come puoi fare una analisi della tua squadra ?
E’ il bello ed il brutto della giovane età: grandi picchi positivi e negativi. Spesso durante l’anno abbiamo mancato di concentrazione durante la partita, concedendo ai nostri avversari gol troppo semplici. Molte poi le abbiamo recuperate ma non sempre è possibile. Se penso che con l’Aquatica vincevamo 7-3 e siamo riusciti a perdere mi vengono i brividi: in serie B non potremo concederci tali cali di tensione.
A che punto della stagione hai cominciato a crederci ?
Difficile dirlo con esattezza. Il Lodi, cui vanno i miei sinceri complimenti, ha disputato un campionato perfetto e ci ha costretti sempre ad inseguire il solo secondo posto. Siamo stati bravi a continuare a lavorare costantemente e crederci fino in fondo perché quasi tutte le partite si sono rivelate difficoltose. Diciamo che la partita vinta in maniera rocambolesca ad Osio mi ha convinto fosse il nostro anno.
Questa è una squadra giovane e quindi ci si può aspettare ancora dei miglioramenti soprattutto da che punto di vista ?
Sicuramente dal punto di vista mentale. Non potremo più concederci periodi di distrazione ma dovremo restare sul pezzo costantemente. Dovremo poi crescere dal punto di vista fisico ma questo sarà ancora più difficile vista l’atavica mancanza delle strutture. La Raffalda non garantisce margini di manovra perché è una piscina stretta e con fondo basso: il peggio per un pallanuotista.
La festa è ormai finita e bisogna guardare avanti. Ipotizzando una salvezza “ tranquilla” di quali e di quanti elementi avresti bisogno ?
Stiamo lavorando con la società per rinforzare in maniera corretta la struttura della squadra. Non servono molti elementi ma ne servono di qualitativi, atleti che possano essere di esempio e stimolo per il gruppo.
Resta il problema del campo di gara. Avete già delle ipotesi ?
Intorno a noi Cremona e Lodi sono le soluzioni praticabili. Ci stiamo già muovendo e troveremo quanto prima la soluzione migliore. Sempre in attesa che una città come Piacenza si attivi per avere strutture degne della città.

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