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Suprani (Coni Emilia-Romagna): «Il futuro dello sport ci obbliga a un cambio di mentalità. Non facciamoci trovare impreparati»

Il presidente regionale analizza gli aiuti promessi dalle istituzioni e inizia a parlare della ripresa delle attività

Umberto Suprani, presidente regionale del Coni

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Umberto Suprani, presidente regionale del Coni.

“Il mondo sportivo attende a giorni, con curiosità e trepidazione, il Decreto Cura Italia e di Rilancio allo studio dal governo. La crisi attuale ha così tante sfaccettature, anche nei nostri settori agonistico, promozionale o semplicemente destrutturato, che incidono e soprattutto incideranno gravosamente sulle migliaia e migliaia di società della nostra regione”: il presidente del Coni emiliano-romagnolo Umberto Suprani è sempre in contatto, oltre che coi vertici nazionali dell’Ente,  con tutte le componenti territoriali (federazioni sportive, discipline associate, enti di promozione sportiva oltre ovviamente al Comitato paralimpico), da cui arrivano proposte, suggerimenti, segnalazioni, istanze e gridi di dolore.

“Nel frattempo tutte le istituzioni e gli enti appena accennati – continua Suprani - stanno portando avanti un intenso e proficuo rapporto sinergico con la Regione che ha dato i primi frutti (dopo i tre bandi da due milioni di euro complessivi su eventi e progetti promozionali) come la destinazione di tre milioni di euro per voucher da 150 euro l’uno in favore di quei ragazzi/e e giovani, le cui famiglie sono disagiate o bisognose; voucher da destinare alle società al momento dell’iscrizione (da agosto-settembre in avanti) ai vari corsi d’avviamento allo sport, d’addestramento alle singole discipline. Lo stesso governatore Bonaccini non ha certamente lesinato impegno e consigli, dimostrandosi disponibile ad attingere a nuovi fondi, ma sempre avendo come punto di riferimento la multifunzionalità dello sport nell’ambito sociale. L’aspetto poi più positivo e gratificante è che il mondo sportivo regionale sta facendo squadra anche perché rappresenta centinaia di migliaia di praticanti non solo tesserati. E poi c’è da aggiungere che quest’opera viene completata dall’impegno dei singoli Comuni, pressati anche dalla Regione, con l’indizione di bandi specifici sia sotto l’aspetto gestionale che promozionale”.

Le problematiche del mondo dello sport, in questo periodo di Covid 19, sono tali e tante che le soluzioni s’intersecano con le decisioni e le auspicabili disposizioni governative e quelle già pronte da parte della Regione: blocco del versamento dei canoni di locazione e di concessione degli impianti pubblici almeno fino al 30 giugno con rate pagabili entro il 31 dicembre; bonus di indennità di 600 euro per i collaboratori sportivi anche per aprile e maggio; esenzione di Imu e Tasi per il periodo di sospensione dell’attività; sospensione del pagamento su Irap ed imposte sui redditi con pagamento differito a 12 mesi; visite mediche di idoneità sportiva, sia quelle in scadenza sia quelle per gli eventuali colpiti da coronavirus, con la creazione (da parte dell’Assessorato alla Sanità) di corsie preferenziali di controlli anche per smaltire il pregresso causato da due mesi di inevitabile chiusura dei centri specializzati.

“Questi sono i problemi più importanti che assillano le nostre decine di migliaia di società sportive, tantissime delle quali nelle province più pesantemente colpite dal virus. Ma l’aspetto che preoccupa maggiormente – sottolinea il presidente regionale del Coni – è il futuro, dal prossimo autunno, dalla ripresa dell’attività sportiva che non sarà più come prima e che costringerà federazioni e dirigenti ad un cambio di passo e di mentalità, cui non bisognerà trovarsi impreparati”.

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Umberto Suprani

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