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Da Girardengo a Coppi, da Moser a Cipollini, il Velodromo Pavesi compie 90 anni

Il 17 ottobre del 1929 venne inaugurato l'impianto della Valdarda intitolato al piacentino che nel 1932 vinse le Olimpiadi di Los Angeles nella 100 chilometri individuale

Una foto d'epoca del Velodromo

Il Velodromo di Fiorenzuola d’Arda si appresta a compiere novant’anni: domani infatti ricorre l’anniversario dell’inaugurazione dell’impianto, avvenuta il 17 ottobre (giorno di San Fiorenzo, patrono di Fiorenzuola) del 1929, alla presenza di grandi campioni dell’epoca, su tutti Costante Girardengo, ma anche di giovani promesse del pedale.
Fra queste va annoverato il caorsano Attilio Pavesi, che nel 1932 vincerà poi le Olimpiadi di Los Angeles nella 100 chilometri individuale, risultando così il primo italiano a conquistare un oro a cinque cerchi nel ciclismo. Dal 2008 (quando Attilio era ancora in vita) il Velodromo porta orgogliosamente il suo nome.
In questi novant’anni hanno calcato l’anello in cemento generazioni e generazioni di campioni, da Fausto Coppi a Gianni Bugno, da Francesco Moser a Mario Cipollini, da Chris Hoy a Elia Viviani e tanti, tantissimi altri, uomini e donne (fra queste è d’obbligo citare almeno la piacentina doc Giorgia Bronzini).
In particolare, dal 1998 ad oggi, la 6 Giorni delle Rose Internazionale ha portato nella cittadina della Val d’Arda, ogni estate, il meglio della pista mondiale, facendone un punto di riferimento per tutto il movimento. Sarà così anche la prossima estate, quando (la data verrà definita a breve) si disputerà la 23^ edizione. Il Velodromo Attilio Pavesi è anche una solida certezza per centinaia di giovani che possono praticare il ciclismo su pista e conoscerne i valori, oltre a partecipare alle tante che gare che vi si svolgono regolarmente.
Una struttura che va particolarmente fiera della sua storia: da oltre dieci anni ha infatti al suo interno il “Museo Attilio Pavesi”, che oltre ai cimeli, alle foto e a numerosa documentazione del ciclista caorsano, contiene nomi, risultati e storie dei tanti campioni che a Fiorenzuola sono stati protagonisti e hanno contribuito ad accrescere il prestigio internazionale del Velodromo.
«Anche se l’espressione è spesso abusata – afferma Gaetano Rizzuto, presidente del Velodromo -, qui è proprio il caso di dirlo: novant’anni e non sentirli. Perché questo impianto non solo è ancora in ottime condizioni, merito anche della cura che ne ha il Comune di Fiorenzuola e tutti i volontari che vi si impegnano, ma propone una gara, la 6 Giorni delle Rose, di assoluto livello mondiale, con tantissimi campioni e campionesse che ogni anno vi partecipano arrivando da tutto il mondo. Il Velodromo “Attilio Pavesi” è un orgoglio non solo per Fiorenzuola, ma per tutto il movimento italiano del ciclismo su pista. Il nostro Velodromo ha un cuore: questo lo rende speciale per chi lo frequenta abitualmente così come per chi lo scopre la prima volta».

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