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Ciclismo - Bridelli: «Sono un miracolato, ma sogno di tornare in bicicletta»

Il 20enne piacentino parla alla Gazzetta dopo il terribile incidente in cui precipitò in un burrone volando per 57 metri

Dissecazione della carotide, emorragia e fratture al bacino, lesione a un rene, contusione polmonare, quattro vertebre e due denti rotti. Era il 2 settembre scorso quando Riccardo Bridelli precipitava in un burrone durante la seconda tappa della Vuelta a Tenerife. Giorni di angoscia per il ciclista della Pregnana-Team Scout, giorni trascorsi fra la vita e la morte con genitori, parenti e amici a pregare per lui.

A quattro mesi di distanza il 20enne di Gossolengo può raccontare direttamente quei momenti terribili, almeno quello che si ricorda. Lo fa in un’intervista alla Gazzetta dello Sport a firma di Mattia Bazzoni; non è ancora guarito completamente Riccardo, ha il busto e cammina con una stampella, ma pensa al futuro. «Sono entrato nel club dei miracolati» confessa ripetutamente. Già, perché è ancora incredibile pensare a come sia riuscito a cavarsela cadendo in un burrone e fermandosi su un arbusto piazzato 57 metri più in basso. «A 20 anni - ha spiegato alla Rosea - sono per metà di ferro, ma cerco sempre il lato positivo. I libri che leggo mi insegnano una cosa: se hai dieci motivi per essere triste devi cercare l’undicesimo per sorridere».

Riccardo ci prova e non ha alcuna intenzione di arrendersi. «I dottori mia hanno detto che con una bici al massimo potrò comprarmi un gelato». Ma lui vuole smentire tutti: «Prima di Natale sono salito in sella per qualche minuto. Il mio sogno è tornare quello di prima; in ospedale guardavo il video su Malori, se ci è riuscito lui posso farcela anch’io».

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