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Ciclismo, Silvia Zanardi da urlo ai Mondiali Juniores: è campionessa iridata anche nella Corsa a punti

Dopo il successo nel quartetto azzurro, la piacentina (alla sua prima partecipazione alla rassegna) si mette al collo anche la medaglia d’oro in un’altra specialità.

Vincere è difficile, fare il bis ancora di più, ma nulla è impossibile per chi ci crede. Il suo sogno nel cassetto – dichiarato quando la nazionale era ancora un qualcosa di lontano – era esplicito: “un giorno mi piacerebbe vestire la maglia azzurra a un Mondiale e salire sul tetto del mondo”. Con classe, caparbietà e sangue freddo, Silvia Zanardi (VO2 Team Pink) non solo si è arrampicata, ma ci è pure rimasta al massimo livello, compiendo un’altra impresa ai Mondiali Juniores su pista ad Aigle (Svizzera). Dopo aver conquistato la medaglia d’oro giovedì scorso nell’Inseguimento a squadre insieme anche alla compagna di team Sofia Collinelli, la diciottenne piacentina si è ripetuta oggi pomeriggio (sabato) vincendo una Corsa a punti mozzafiato.Un capolavoro di tattica, coraggio e solidità mentale, ben orchestrato dal ct Salvoldi e altrettanto ottimamente interpretato da Silvia, a suo agio in una specialità dove Piacenza ha sempre fatto la voce grossa contando i successi ai massimi livelli di Giorgia Bronzini. Per la giovane piacentina,dunque, secondo titolo nella rassegna svizzera, mentre salgono a tre le maglie arcobaleno festeggiate dal VO2 Team Pink.

IL FILM DELLA GARA - L’avventura era iniziata nel primo pomeriggio con la vittoria nella propria batteria di qualificazione e il passaggio alla finalissima, poco prima delle 17. Venti, come le migliori atlete a confronto e i chilometri da percorrere, concento giri e sprint ogni dieci tornate. La prima volata è asiatica (con la giapponese Ishigami), poi è la russa Gareeva a mettere la ruota davanti dopo venti giri. Con lei, le più veloci guadagnano terreno, mentre la Zanardi è più indietro. Fiutando il pericolo di un giro perso, Silvia raggiunge il sestetto di testa, guadagna un punticino nel terzo sprint e poi guida la riscossa, guadagnando il giro a - 62 tornate e di conseguenza venti punti. Le “big” fanno altrettanto e si torna a lottare sui singoli sprint, con la piacentina che varca la boa di metà gara al sesto posto provvisorio in classifica. La vittoria è lontana, per l’argento e il bronzo c’è tanto traffico, allora Silvia si inventa un altro “numero”:a ventisei tornate dal termine scatta in solitaria e in 600 metri completa l’opera,balzando – con altri venti punti – in testa alla classifica. La russa Gareeva finisce out e tutto sembra tranquillo, ma a tredici giri dal termine una caduta alle spalle dell’azzurra fa sospendere momentaneamente la corsa per un quarto d’ora abbondante. Si riparte con sedici giri da fare e con l’australiana Sarah Gigante (in precedente avanscoperta) che completa l’opera e scavalca laZanardi, ora seconda e brava a piazzarsi nel penultimo sprint. La gara si decide all’ultima volata, a punteggio doppio: Silvia deve vincerla e sperare che l’australiana non guadagni troppi punti. Detto, fatto. Silvia ne fa dieci, la Gigante zero e così oro e argento sono assegnati, mentre il bronzo va alla belga Bossuyt.

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