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Il Pro Piacenza può essere ripescato in Lega Pro

Il Pro Piacenza ripescato in Lega Pro non è fantascienza anzi, è un strada possibile e concreta. «Lo sappiamo - ci dice laconico Pietro Tacchini - e la cosa ci interesserebbe anche, solamente sapremo qualcosa di più preciso nel fine settimana e...

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Il Pro Piacenza ripescato in Lega Pro non è fantascienza anzi, è un strada possibile e concreta. «Lo sappiamo - ci dice laconico Pietro Tacchini - e la cosa ci interesserebbe anche, solamente sapremo qualcosa di più preciso nel fine settimana e parlarne ora è prematuro per una serie di motivi». Sono giorni caldissimi in Lega perché tra iscrizioni alla prossima Lega Pro e possibili ripescaggi la Co.Vi.So.C (Commissione Vigilanza Società di Calcio Professionistiche) sta sfoltendo - e di molto - le rose dei prossimi campionati di Seconda Divisione e, soprattutto, ad ogni ora muta la lista delle possibili ripescate dalla serie D. Allo stato attuale delle cose sembrano che siano sette le società di Lega Pro che non potranno iscriversi per mancanza totale o parziale della documentazione (due fideiussioni, una di 300 e l'altra di 400mila euro obbligatorie): Andria Bat, Portogruaro, Borgo a Buggiano, Campobasso, Sambenedettese, Treviso e Tritium. C'è chi giura che a queste se ne aggiungeranno altre nelle prossime ore e chi, come nel caso della Sambenedettese (società passata al gruppo Milone), ha già presentato ricorso. Al momento sono comunque queste le sette escluse e per ripescare la Figc precederà col metodo dell'alternanza: una della classifica dei ripescaggi della serie D e una retrocessa dalla Seconda Divisione, fino a completare il numero. Ma è proprio qui che i giochi si complicano e compare il nome dell'Atletico Bp Pro Piacenza (oggi Pro Piacenza) che nella classifica di merito si trova in 13esima posizione, dunque piuttosto lontano. Tra squadre retrocesse che non chiederanno di esser ripescate e squadre inserite nella liste delle "ripescabili" dalla serie D ma che non ne vogliono sapere, ne esce una classifica decisamente mutata dove, ad esempio, la stessa Pistoiese (originariamente in decima posizione) scende fino al quinto posto, piazza buona per essere ripescati in Lega Pro (ma anche qui il presidente ha detto che «o mi aiutano oppure da solo non ce la faccio»). E il Pro Piacenza? Dalla posizione originaria (13esima) tra dinieghi, illeciti e fallimenti, i piacentini scenderebbero fino alla nona posizione generale: Gavorrano (unica delle retrocesse ad essere pronta per tornare tra i Pro),Virtus Vecomp Verona, Casertana, Cosenza, Pistoiese, Olginatese, Arezzo e, appunto l'Atletico. Difficile che l'Olginatese dia la propria disponibilità e se così fosse i piacentini salirebbero all'ottavo posto, cioè alle porte della Seconda Divionse e se una tra Pistoiese e Arezzo rinunciasse (quest'ultima molto probabile) i rossoneri arriverebbero addirittura al settimo posto, cioè l'ultimo "buono" per essere ripescati

Dalla classifica generale (comprensiva di retrocesse e ripescabili dalla serie D), vanno tolte Matera e Viterbese che sono già state escluse dalla serie D oppure deferite, unitamente alla Torre Neapolis che ha rinunciato a presentare domanda di ripescaggio ed al Virtus Castelfranco. Quindi, intanto, la il Pro Piacenza sale al nono posto. Tra Virtus Vecomp che ha vinto i playoff, Casertana, Santhià, Nuova Cosenza e Maceratese le prime due sembrano pressoché certe di essere ripescate, per le altre ci sono da valutare tanti altri aspetti. Poi c'è l'alternanza di posizione fra una squadra di serie D ed una delle retrocesse dalla Lega Pro. Qui, però, la situazione è molto fluida visto che il Foligno, secondo in graduatoria, è stato deferito dalla disciplinare e non potrà partecipare ai ripescaggi, il Fano non ne può usufruire in quanto è già stato riammesso negli ultimi anni ed il Casale ha parecchi problemi. L'unica con i requisiti giusti, quindi, sarebbe il Gavorrano. Con queste premesse e considerando che sia Olginatese sia Arezzo non è detto cha facciano valere la propria posizione, il Pro Piacenza aggancerebbe la settima-ottava posizione. In attesa di notizie ufficiali rimaniamo alla finestra: ma il fatto che il club di via De Longe possa essere ripescato è un dato certo. Ovvio che poi bisognerebbe capire le reali intenzioni dei soci, andare in Lega Pro significa entrare in un campionato che subirà una pesante riforma e se la Prima Divisione 2013-2014 è un oasi felice dove non si retrocede, la Seconda Divisione è un inferno perché le prime otto salirebbero nella Lega Pro unificata ma le altre, per la stagione 2014/2015 sarebbero tutte retrocesse nei dilettanti. Dunque si rischia di fare una squadra in un campionato che ha un alto coefficiente di retrocessioni, inoltre si entra in un mondo diverso, dove i contributi Enpals raddoppierebbero tutti i compensi e infine ci sarebbe il nodo stadio: il Pro Piacenza dovrebbe giocare al Garilli e alternarsi dunque col Piacenza Calcio (serie D) che ha la struttura in concessione, oltre alla doppia fideiussione da 700mila euro.

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