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Rossetti (Carpaneto): «Senza certezze non me la sentirei di ripartire»

Il massimo dirigente della squadra piacentina che milita in Serie D dopo lo stop deciso dalla Figc: «Ora la questione centrale è come e quando si tornerà in campo»

Triplice fischio in anticipo. Nel merito ormai non c’erano più dubbi, ma ora è arrivata anche l’ufficialità. Il consiglio federale della FIGC, nella seduta di oggi (mercoledì) ha decretato la fine definitiva della stagione calcistica, che interessa dunque anche la Vigor Carpaneto nel campionato di serie D (girone D). La pandemia-Coronavirus ha fatto calare il sipario anche sulla quarta serie, dove la formazione piacentina ha disputato il suo terzo campionato consecutivo e della storia. Venerdì, invece, il Consiglio della LND definirà le modalità dello stop, tra promozioni in serie C ed eventuali retrocessioni.

Lo stop ufficiale arriva a più di tre mesi dall’ultima partita disputata, che per la Vigor risale allo scorso 16 febbraio (vittoria casalinga per 2-1 contro la Correggese), con la squadra di Stefano Rossini che aveva conquistato il terzo successo consecutivo dopo quelli contro Fiorenzuola e Crema, tirandosi fuori per la prima volta dal pantano della zona play out.

I numeri biancazzurri parlano di 29 punti conquistati in 24 partite, frutto di sette vittorie, otto pareggi e nove sconfitte, con 33 gol realizzati e 38 subiti. In classifica, la Vigor aveva agguantato l’undicesima posizione provvisoria a braccetto con le bolognesi Progresso (stesse partite giocate) e Sasso Marconi Zola (una partita in più disputata).

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE ROSSETTI – “Ora – spiega Giuseppe Rossetti, presidente della Vigor Carpaneto - posso solo ripetere quello che ho sempre pensato: lo stop  al campionato per quest’anno è giusto, ma andava fatto prima, anche se capisco tutte le problematiche del caso e la questione centrale è come e quando si ripartirà”.

E proprio su questo fronte Rossetti lancia un appello chiaro.”Mi auguro ora che dall’ambiente federale arrivino molto velocemente le indicazioni per il futuro, perché se i tempi saranno nuovamente lunghi sarebbe devastante. In primis le società devono decidere quale categoria fare, poi il problema più grande è coinvolgere gli sponsor: senza una chiarezza sull’attività diventa difficile coinvolgerli. Un silenzio sui tempi sarebbe devastante e sinceramente non me la sentirei neanche di partire senza certezze in questo senso”.

Qual è la scadenza ragionevole giusta per poter programmare una stagione giocoforza difficile e comunque con incognite legate? “Entro un paio di settimane serve avere risposte dettagliate in primis sui protocolli sanitari, che credo il 90% delle società dilettantistiche non siano in grado di mettere in campo. Poi ci sono i costi, per gli stessi protocolli e anche per la gestione della situazione durante il campionato, senza contare eventuali minori ricavi se si dovesse anche ripartire a porte chiuse”.

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Infine conclude. “Oltre ai protocolli sanitari, serve anche una rotta precisa su cosa accadrebbe nella prossima stagione in caso di sospensione forzata dei calendari per casi di positività che dovessero accadere strada facendo, anche perché per le società diventa difficile stipulare i contratti con i giocatori”.

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