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Pro Piacenza sempre più allo sbando, si dimette anche Tretter. Il club si è chiuso nel silenzio

Da via de Longe ormai sono spariti tutti, il presidente Pannella è rimasto al comando di una società senza giocatori, tecnici e dirigenti.

Maurizio Pannella

Silenzio. E’ cioè che regna nella sede del Pro Piacenza in via De Longe da una decina di giorni. L’attenzione è ormai fissata sul 20 gennaio quando ci sarà l’epilogo scontato della triste vicenda rossonera firmata Sèleco. La squadra si è sciolta, i giocatori hanno tutti in mano il nulla osta e con l’apertura del mercato si accaseranno altrove, il tecnico Maspero - suo malgrado vittima degli eventi - non ha potuto far altro che constatare la situazione, prendere atto dello sciopero dei calciatori e rinunciare a scendere in campo contro Pro Vercelli, Juventus U23 e Siena. Tre forfait che porteranno in dote altrettanti punti di penalizzazione a una squadra già ne attende due maxi (-10 per gli stipendi e un probabile -8 per la vicenda della fideiussione Finworld), multe e, soprattutto, pone la lente d’ingrandimento sul prossimo impegno del 20 gennaio al Garilli contro l’Alessandria. Se il Pro Piacenza salta anche quella partita sarà automaticamente radiato dal campionato - falsando quindi una stagione già funestata e a cui mancano una marea di recuperi per completare il girone di andata.
Il presidente Pannella è costretto a trovare una squadra: ma come? L’idea di prendere una ventina di giocatori a partire dal 3 gennaio è assurda, chi vuole venire in una società che fino a dicembre ha pagato solamente gli stipendi di luglio e agosto? Chi vuole venire in una società ultima in classifica a 13 punti, che diventeranno 12 (dopo il -1 per il forfait di Siena) e che è destinato a diventare un 2 punti nella migliore delle ipotesi (-10 per gli stipendi) o addirittura un -6 nella peggiore (nel caso fosse confermato anche il -8 per la fideiussione)? Chi vuole venire in una società in cui non c’è più nulla, nel vero senso della parola? Le dimissioni di Porcari e Spiaggi, arrivate dopo quelle di Lucci, Prandini e Sella, hanno letteralmente polverizzato il parco dirigenti con il direttore generale Londrosi licenziato dallo stesso Pannella dopo le bordate pre natalizie.

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