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Piacenza - SpaccaNobile: l'attaccante è il biancorosso del momento

Andrea Nobile è la vera sorpresa del mercato, si è conquistato il posto da titolare a suon di gol e prestazioni: «Ero convinto di poter fare bene»

Andrea Nobile in gol a Como (foto DelPapa per piacenzacalcio.it)

«Nessuno avrebbe puntato anche un solo euro su di me, adesso sono contento di aver ripagato la fiducia della società». Lo può dire con orgoglio Andrea Nobile, attaccante veneto nato a Mestre - classe 1991 - prelevato dal Piacenza a gennaio dall’Abano. Velocità, un pizzico di tecnica e senso del gol. Sono qualità rare da riscontrare in un solo giocatore, eppure la chiamata di una società professionistica è arrivata solo a 26 anni. Sono i misteri del mondo del calcio. Rimangono però numeri incoraggianti a parlare in suo favore in questo primo scampolo di militanza biancorossa: 11 presenze e 4 reti, con Franzini che ormai lo ha accolto stabilmente nella formazione titolare. Giovedì scorso, contro la Racing, è arrivata anche la sua prima doppietta da professionista.

Partiamo proprio da giovedì, non crede sia stato un peccato aver sciupato il doppio vantaggio con la Racing?

«Vincere con la mia doppietta sarebbe stato il massimo. A volte però bisogna fare i conti con gli avversari. Li ho visti molto aggressivi, su un campo impraticabile. Questo però non dev’essere un alibi perché c’era anche per loro. In questo girone te la devi sudare con tutti. Non è che se giochi contro l’ultima devi vincere facile. E comunque alla fine potevamo portarla a casa quando Franchi ha preso la traversa. Già da sabato col Livorno speriamo di tornare alla vittoria. Ci stiamo giocando il sesto posto, che sarebbe qualcosa d’importante, per cui spero ci sia una bella atmosfera».

I play off come li vede?

«La posizione conta fino a un certo punto. Conta più che altro come ci arrivi, dipende dalla condizione fisica. Una partita secca non si può mai prevedere: perché o passi o vai a casa e a volte ci può essere l’episodio. Arrivarci giocando in casa, tuttavia, è un vantaggio considerevole. In particolar modo, noi in casa abbiamo dimostrato di non dover temere nessuno».

Sta facendo bene a Piacenza, si aspettava un approccio così positivo?

«Diciamo che lo speravo. Mi avevano parlato bene di Piacenza: dell’ambiente, della squadra e del mister. Certo c’era timore perché avrei dovuto affrontare un campionato che non avevo mai fatto e all’inizio un po’ di domande te le fai. Anche se ero convinto di fare bene».

Chi le ha parlato bene di Piacenza?

«Ho giocato con Gherardi, che l’anno scorso è stato in biancorosso. Quando gli ho chiesto, mi ha parlato bene dei ragazzi e della società. Mi ha detto che Piacenza è una piazza dove ci si può mettere in mostra. Avevo altre squadre che mi cercavano, però volevo vivere un’esperienza lontana da casa. E poi il blasone del Piacenza non lo scopro certo io, anche questo ha inciso nella scelta».

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