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Piacenza - Scianò: «Non che credo si potrà tornare in campo. Riflessi di questa crisi dureranno due stagioni»

Il direttore generale biancorosso: «Prepariamoci a due stagioni di sacrifici e di mancanza concreta di denaro, questo vale per ogni settore e per qualunque azienda. La Serie C senza interventi radicali e di chiaro salvataggio rischia l’estinzione completa»

Il direttore generale del Piacenza, Marco Scianò

Non c’è dubbio, in Serie C cresce sempre di più il fronte di società, dirigenti, allenatori e giocatori che sostengono di non poter più riprendere il campionato, invitando la Lega a trovare una soluzione in grado di “chiudere” la stagione. Detto che è giusto garantire comunque il meccanismo di promozioni e retrocessioni - ma proprio questo è il nocciolo della vicenda perché qualunque norma ad hoc rischierebbe di aprire una valanga di ricorsi - la sensazione è che davvero non si riescano più a trovare i presupposti per poter tornare a giocare. La stessa Serie A si sta spaccando sulle date. Il tempo passa, l’epidemia Covid19 non molla e si sta distribuendo a macchia di leopardo su tutta Italia e rischia di portare a situazioni diverse in ogni regione. La speranza è quella di un contenimento al centro-sud.
Incertezze che non fanno altro che addensare nubi sul futuro del campionato di terza serie, per questo motivo molti ne chiedono, direttamente o indirettamente, la chiusura anticipata. Non lo ha fatto apertamente il direttore generale del Piacenza Calcio, Marco Scianò, però lo ha lasciato intendere chiaramente in una recente intervista a ZonaCalcio.net.
«Francamente ritengo che nulla sarà più come prima dopo questa guerra - ha detto il dg - oggi è difficile realizzare un budget sulla base di ricavi che prima credevamo consolidati come sponsor, botteghino e altro mentre così non sarà più». Tra i grossi problemi dei club di Serie C, inoltre, c’è il fatto che molte società hanno costruito il proprio budget sui contributi per il minutaggio dei giovani ma non giocando più questo “voce” viene a mancare ed è per questo che alcuni club spingono per tornare in campo - quando ce ne sarà la possibilità - insieme ovviamente a quelli che si stanno giocando la promozione in B.
«Ora è il tempo di ingegnarsi per ripensare il calcio in un modo sostenibile. Sinceramente ho pensato che il campionato non sarebbe più ripreso nel momento in cui è stato annunciato lo stato di pandemia, nemmeno a luglio riprenderà. Diro di più - prosegue Scianò - mettiamoci l’anima in pace perché si avranno pesantissimi riflessi anche sulla prossima stagione, la 2020/2021. Prepariamoci a due stagioni di sacrifici e di mancanza concreta di denaro, questo vale per ogni settore e per qualunque azienda. La Serie C senza interventi radicali e di chiaro salvataggio rischia l’estinzione completa».

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