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Piacenza - L'intuizione di Franzini e una rosa "liquida" che permette diversi moduli. Abbonamenti record

A Trieste il tecnico ha vinto la partita dimostrando coraggio nei cambi e una profonda conoscenza della propria rosa. Sarebbe sbagliato fossilizzarsi su un solo modulo, il Piacenza può fare diverse cose. Proposto il rinnovo a Della Latta: il giocatore prende tempo

A tutto ciò occorre aggiungere la necessità di tenere sempre tre under in campo (Sylla non lo è in quanto straniero, ndr) anche con i cambi perché, per accedere ai contributi federale che ogni partita eroga, è necessario farne giocare tre per 270’ complessivi. E’ una valutazione che spesso passa in secondo piano ma andrebbe tenuta sempre al centro di tutte le considerazioni; sia sulla formazione di partenza sia sui cambi da effettuare.

Insomma, tutto questo per dire che Franzini ha disegnato e costruito una nuova squadra basata sul concetto di playmaker e trequartista, cioè con il 4-3-1-2, strada facendo ha scoperto però di poter utilizzare un modulo ad albero di Natale 4-3-2-1 che si avvicina per concetto al 4-3-3 e permette di sfruttare Cattaneo meno largo e più centrale nel campo, tornando poi all’amato 3-5-2 varato ormai quattro stagioni fa e ripreso più volte a seconda delle necessità. Il tecnico dispone quindi di una rosa liquida che permette di non fossilizzarsi su un solo modulo, consente piuttosto di sfruttare le diverse caratteristiche dei giocatori, a partire dalle capacità di impostazione di Milesi, passando per Zappella e Imperiale che sono migliori in fase offensiva, all’avere due punte di ruolo svincolate dai compiti di copertura. Il 3-5-2 offre tutto questo, il 4-3-2-1 permette di utilizzare Cattaneo e Sestu insieme mentre il 4-3-1-2 consente sempre le due punte e un maggior tasso tecnico nel centrocampo a rombo.
Circoscrivere le idee a un solo assetto sarebbe profondamente sbagliato, il Piacenza può permettersi diverse scelte e su queste dovrà essere bravo Franzini nel leggere l’impostazione migliore a seconda dell’avversario.

C’è infine la vicenda legata a Della Latta. La società minimizza parlando di un giocatore pronto a rientrare dopo due mancate convocazioni per la vicenda legata al suo, sfumato, passaggio al Bari. Sicuramente Della Latta rientrerà in gruppo perché è lui il primo a non beneficiare di questa situazione, rimanere fuori può essere complicato soprattutto se la squadra trova un assetto senza di lui, tuttavia occorre capire con che approccio mentale si presenterà. Sul piano fisico il giocatore ha dimostrato di avere qualità eccellenti e non risentirà del periodo di stop, la valutazione psicologica, invece, è ben diversa. Da quanto raccolto la società lunedì pare abbia offerto al giocatore un rinnovo del contratto - che scade a giugno 2020 - fino al 2021 con un ritocco al rialzo a partire da questa stagione. Al momento l’entourage del giocatore ha preso tempo ma un eventuale «sì» non è assolutamente da dare per scontato.

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