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Figc: «La Serie C deve tornare in campo». Il Piacenza rischia di dover fare i conti con una rosa ridotta al minimo

Il ribaltone del Consiglio Federale - «la Lega Pro deve finire entro il 20 agosto» - ora dovrà passare dalla decisione del Governo il prossimo 28 maggio. I biancorossi al momento hanno 18 giocatori tra cui due Berretti e ben 4 portieri, quindi 15 reali.

Il direttore generale Marco Scianò e il vicepresidente Roberto Pighi

Il Consiglio Federale della Federcalcio ribalta le carte in tavola, respinge la proposta dell’Assemblea di Lega Pro che chiedeva la sospensione della Serie C e rilancia: tutti in campo, i campionati professionistici vanno terminati entro il 20 agosto, la stagione si chiude il 30. Vuol dire che si tornerà a giocare? A questo punto non si può sapere, certamente l’ultima parola sarà del Governo che prenderà una decisione nell’incontro previsto tra il ministro Spadafora e la Figc il prossimo 28 maggio.
Tuttavia, al netto delle elucubrazioni mentali di chi si spende per lo «stop», una cosa è certa: il vento è cambiato e non si sa dove porterà la barca.

PER LA FIGC LA SERIE C DEVE GIOCARE

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Se per la Serie A e forse per la B la ripresa era quasi per scontata, il vero colpo di scena è arrivato sulla Lega Pro. In pratica è stata sfiduciata l’Assemblea di Lega - che proponeva lo stop quasi all’unanimità - e ora le carte in tavola cambiano: chi cercava la promozione attraverso i playoff (la capofila è il Bari) vorrà sicuramente giocare. Chi era destinato a una retrocessione diretta - per far posto alle promosse dalla Serie D - adesso vorrà scendere in campo per giocarsi la salvezza. Il fronte dello «stop» è destinato a sgretolarsi? Può essere.
Inoltre bisogna mettere in conto che l’ormai famoso protocollo medico - onestamente inapplicabile in C per costi e organizzazione - potrebbe diventare meno rigido (e già lo è, perché hanno tolto il ritiro permanente) e la curva dei contagi aumentare dopo la fine del lockdown, ma comunque in modo coerente con le aspettative. Se questi criteri dovessero essere soddisfatti allora la Serie C rischierebbe davvero di dover tornare in campo per chiudere la stagione.
Playoff e i playout scatteranno come Piano B nel caso di una nuova sospensione. Sempre sul comunicato ufficiale si scopre dell’esistenza anche di un Piano C: «Nel caso di interruzione definitiva, la classifica sarà definita applicando oggettivi coefficienti correttivi» scrive la Gazzetta dello Sport. Insomma, al momento si deve giocare, se le cose peggioreranno si vedrà. L’unica arma in mano ai club di C per andare verso lo stop definitivo? Il fatto che i medici sportivi di Lega Pro si stanno dimettendo perché in casa di contagio rischierebbero il penale.

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