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Monaco esonerato: «Me ne vado senza rimpianti». Pagelle

Corsi e ricorsi storici in casa Piacenza. L’anno scorso s’iniziò il 2014 con l’esonero di Roberto Venturato, il 2015 con quello di Francesco Monaco, sollevato ufficialmente dall'incarico attraverso un comunicato stampa del club...

Foto Spreafico-Galli-36


Corsi e ricorsi storici in casa Piacenza. L’anno scorso s’iniziò il 2014 con l’esonero di Roberto Venturato, il 2015 con quello di Francesco Monaco, sollevato ufficialmente dall'incarico attraverso un comunicato stampa del club.
Fatale è stato il ko casalingo, con un sonante 1-4, patito nella prima gara dell’anno al Garilli contro l’Este. Le due vittorie contro Fiorenzuola e Fidenza avevano illuso, l’ennesimo scontro diretto perso in casa (0-1 con il Rimini, 2-3 con la Correggese e 1-4 con L’Este), però, ha riportato a galla tutti i  dissapori già palesati dall’ambiente dopo la sconfitta a Imola, così, pochi minuti dopo le interviste di rito in sala stampa, la società ha comunicato l’esonero al tecnico.

Il mister ha quindi chiamato a raccolta la squadra negli spogliatoi e comunicato il suo addio, uscendo poi dallo stadio con gli occhi lucidi per la fine dell’avventura-bis a Piacenza, piazza nel quale si trovò benissimo nel tribolato anno del fallimento, nel quale sperava di poter fare qualcosa di molto diverso. Lui però fino all’ultimo non ha mai voluto lasciare le redini della squadra. «Non vedo perché dovrei dimettermi» aveva detto pochi minuti prima della comunicazione dell’esonero. Allo stadio, dopo la notizia di giornata, nella serata è partito un summit, alla presenza di Bottazzi e dei fratelli Gatti, per decidere il successore alla guida della squadra che, questo è certo, non sarà una figura già all’interno della società. «Me ne vado senza rimpianti – questi sono i primi commenti a caldo di Monaco dopo l’esonero – rifarei tutte le scelte che ho fatto. A mio avviso la squadra, se si analizza tutto il girone d’andata, per le qualità che aveva ha sbagliato solo 4 partite. Davvero non me lo aspettavo, fino a oggi pomeriggio parlavamo di mercato con la società ed eravamo d’accordo con la società di prendere due 96’».
 
COMMENTI ALLA GARA - Ancora all’oscuro dell’esonero che incombeva su di lui, in sala stampa aveva commentato così la partita: «Nessuno di noi immaginava di inziare così il nuovo anno. Gli episodi ci hanno detto molto male: sul primo gol ci siamo fatti impallinare con un blocco che sapevamo che l’Este avrebbe fatto, anche se su Tarantino c’era un fallo; il secondo è maturato sugli sviluppi di una palla sporcata da una deviazione mentre il terzo ce lo siamo fatti da soli con la sfortunata autorete di Di Maio. Ovviamente non cerchiamo alibi perché su questi episodi dovevamo essere più svegli. La rabbia dei tifosi? Con un risultato così è normale che ci sia del malcontento». Ha stupito un po’ tutti, alla lettura delle formazioni, l’esclusione di Saber dal primo minuto e il ritorno al vecchio modulo dopo che il 4-3-3 aveva dato nuove sicurezze. «I moduli li fanno i giocatori a disposizione – ha spiegato il tecnico – a causa di circostanze dettate dalle assenze ho dovuto cambiare. D’altronde non è un mistero che a centrocampo e in difesa siamo a corto di under ’96 e poi, dopo aver studiato l’Este, avevamo pensato di giocare la partita sugli esterni con Volpe e Lisi, cosa che non abbiamo fatto come era nei nostri pensieri».

Di ben altro tenore, e ne ha motivo, sono state le dichiarazioni del tecnico ospite, Gianluca Zattarin. «Sono felice perché venire a Piacenza a fare risultato è davvero importante. I biancorossi hanno giocatori di grande qualità che non meritano l’attuale classifica, noi, pur con l’assenza di Bonazzoli e altri giocatori importanti, siamo stati bravi e attenti anche nei momenti di difficoltà, riuscendo a sfruttare tutte le occasioni che ci sono capitate».
Marcello Astorri
 
LE PAGELLE DI MARCELLO ASTORRI
 
Ferrari 4 – La partita storta per eccellenza. Mai il portiere scuola Parma aveva steccato in modo tanto clamoroso, oggi la ruota della sorte si è fermata sul suo nome. Goffo in occasione del rigore, molto incerto nella frittata del terzo gol. La bella parata nel finale a evitare lo 0-5, evidentemente, non basta a redimerlo.
 
Zagnoni 5 – In costante imbarazzo sull’esterno dove Turea gli fa girare la testa. Poco o nulla, invece, quando si tratta di spingere.
 
Adiansi 5 – Non meglio del collega under sulla fascia opposta, sugli esterni, dove si doveva fare la partita, si soffre e si subiscono cross a pioggia.
 
Di Maio 5,5 – Sfortunato e incolpevole sull’autogol che porta la sua firma. Poteva forse fare qualcosa di più sul secondo gol, su una palla che, sebbene fosse sporca e imprevedibile, lo ha trovato impreparato.
 
Ruffini 5 – Appannato e sottotono come non lo era mai stato dall’inizio della stagione. La cerniera centrale di difesa, episodi a parte, oggi non ha dato grosse sicurezze.
 
Tarantino 5 – Un bel colpo di testa disinnescato da Lorello sul finire del primo tempo. Punto.
 
Montanari 6 – Si era allenato poco a causa dell’influenza che lo aveva colpito gli ultimi giorni dell’anno, in campo però, pur senza brillare, prova a combinare qualcosa di buono, come quando sul finire del primo tempo prova il tiro da fuori sfiorando il gol. Dal 17’ st Tiboni 6 – Segna il gol della bandiera.
 
Volpe 6 – Tra i meno peggio della giornata. Suo l’assist per il gol della bandiera, come le tante sortite generose sulla fascia, le uniche ad aver generato qualche grattacapo all’Este.
 
Minasola 5,5 – Parte frizzantino e gioca, tutto sommato, un primo tempo sufficiente. Nel secondo, invece, poco o nulla come tutti. Alcune volte dà l’impressione di intestardirsi nel dribbling, quasi come volesse entrare in porta con il pallone invece di provare la conclusione a rete.
 
Lisi 5,5 – Per vivacità non era dispiaciuto in avvio di gara, pur senza strafare. Monaco lo cambia nell’intervallo, contestandogli di accentrarsi troppo verso il centro invece di cercare il fondo come da lui richiesto. Dal 1’ st Saber 6 – Entra e dà una piccola scossa a una squadra ormai sulle gambe e sfiduciata dopo il primo tempo.
 
Bertazzoli 5 – L’errore dal dischetto pesa tantissimo, soprattutto per quello che sarebbe successo di lì a poco. Per il resto prestazione generosa, ma di poca sostanza. Dal 33’ st Girometta s.v.
 
All. Monaco 4,5 – Forse avrebbe dovuto insistere sull’equilibrio trovato nel 4-3-3. La squadra è stata vittima degli episodi, è vero, ma comunque tutto è figlio di una squadra che troppo spesso ha concesso il fianco sugli esterni. Alla fine il tecnico, come spesso accade, ha pagato con l’esonero. Anche se le colpe non sono solo sue.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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