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E' di tre agenti feriti il bilancio dell'agguato dei reggiani contro i piacentini. Il questore: «Saremo inflessibili»

La Questura di Reggio Emilia ha parlato di un vero e proprio agguato alle navette che trasportavano i piacentini. Una cinquantina di facinorosi nascosti in un terrapieno della Tangenziale, da lì è partita la sassaiola che ha fermato il convoglio

Foto di repertorio

Ha assunto i contorni veri e propri dell’agguato quello organizzato nel post derby di domenica dai tifosi reggiani che hanno assalito, con una sassaiola, una delle tre navette che stavano portando i tifosi piacentini alla stazione. Un’azione precisa che ha separato i tre convogli - con la Polizia presa alla sprovvista, almeno in un primo momento - e favorita sicuramente dal buio. A ricostruire l’accaduto è la Gazzetta di Reggio che traccia anche un bilancio di tre operatori del Reparto Mobile di Bologna che hanno riportato lievi contusioni con una prognosi dai 4 ai 10 giorni. Sulla vicenda è intervenuto in mattinata il questore di Reggio Emilia, Antonio Sbordone, che ha parlato di «agguato» e ha aggiunto «saremo inflessibili con i responsabili».

LA RICOSTRUZIONE
Secondo quanto ricostruito dalla Questura di Reggio l’agguato sarebbe avvenuto all’altezza dell’uscita 4 della Tangenziale da parte di tifosi della Reggiana che hanno assalito le navette che stavano portando i piacentini alla stazione. Una cinquantina di facinorosi si sono nascosti sul lato destra della strada (favoriti dall’oscurità) in fondo a un terrapieno laterale alto circa 10 metri, a questo punto al passaggio del convoglio dei piacentini hanno iniziato un lancio di sassi e bottiglie colpendo uno dei mezzi e infrangendo uno dei vetri dal lato destro. A questo punto il primo autobus si è fermato e sono scesi i tifosi piacentini ma l’immediato intervento del Reparto Mobile di Bologna ha impedito che la tifoseria biancorossa si compattasse separando con dei cordoni ogni navetta. Nonostante ciò, però, c’è stato un contatto tra le due tifoserie in particolare con i piacentini che erano sull’ultima navetta che chiudeva la carovana biancorossa, da qui l’intervento con i lacrimogeni. La Questura di Reggio Emilia parla di un agguato organizzato, i supporter della Reggiana infatti oltre a sassi e bottiglie avevano anche delle spranghe.

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