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Cisini sul "caso-Garilli": «Pronti ad ascoltare tutti. Un nuovo stadio? Senza investimenti privati è impensabile»

A breve un incontro fra i fratelli Gatti e l'assessore allo sport. Una delle soluzioni su cui si lavora per ridurre i costi di gestione è un maggiore utilizzo degli impianti di via Millo

L'assessore Giorgio Cisini (a sinistra) con Arnaldo Franzini, tecnico del Piacenza

Il problema esiste e le parti in causa ne sono consapevoli. La situazione non riguarda solamente lo stadio Garilli, ma la gestione di tutti gli impianti comunali. Sintetizzando: stiamo parlando di strutture costruite in altre ere sportive ed economiche ma che ancora oggi sono utilizzati dalle principali squadre piacentine. L’amministrazione comunale, che ne è proprietaria, non vuole prenderli direttamente sotto la propria gestione perché troppo onerosi, le realtà concessionarie si lamentano dei costi eccessivi. Però una soluzione va trovata, perché il Piacenza calcio non può fare a meno del Garilli e viceversa. Allora, cosa può succedere nelle prossime settimane, quando si valuterà il bando in scadenza a giugno e che attualmente prevede la gestione dell’impianto alla società biancorossa?

«La situazione - spiega Giorgio Cisini, assessore allo sport del Comune di Piacenza - è chiara a tutti sotto ogni profilo. Per quanto concerne il Garilli lo scorso anno ci siamo fatti carico di alcuni lavori per un totale di 73mila euro, mettendo in campo le risorse che avevamo a disposizione. Capisco le difficoltà di una società sportiva che ha mille problemi e deve affrontare campionati costosi, ma l’impianto di cui disponiamo è questo e le risorse a disposizione dell’amministrazione sono sempre meno. Pensare a nuove strutture? Un bel sogno, ma si può fare solamente con investimenti privati, come è successo ad esempio a Cremona e Bergamo».