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Serie D - Dall'Hellas Verona al Carpaneto, Rantier e Adailton si ritrovano dopo 14 anni

Il francese e il brasiliano (ora tecnico dei piacentini) si ritrovano dopo l’esperienza scaligera in serie B nella stagione 2005-2006

Stesso ruolo ricoperto da giocatori, stesso piede dominante (sinistro), ancora insieme, quattordici anni dopo. Le strade di Julien Rantier (classe 1983) e Martins Adailton (1977) si ritrovano all’incrocio col cartello Vigor Carpaneto 1922, società piacentina militante in serie D. L’attaccante francese, infatti, si appresta a vivere il suo terzo anno in maglia biancazzurra e ora come nuovo allenatore ritroverà il brasiliano, a sua volta ex attaccante di serie A e di rango internazionale. Tutto questo a distanza di 14 anni, perché insieme avevano condiviso l’annata calcistica 2005-2006 in serie B all’Hellas Verona.

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“In panchina – racconta Adailton, ora tecnico della Vigor che sabato scorso si è radunata per l’inizio della preparazione – c’era Massimo Ficcadenti ed era stata una buona stagione, chiudendo a metà classifica con una squadra ricca di giovani. Io ero tra i più esperti insieme a Mazzola ed è stato bello vedere tanti ragazzi, tra cui i vari Munari, Pegolo, Iunco, Papa Waigo e lo stesso Rantier percorrere poi una bella carriera. Julien l’ho conosciuto proprio a Verona, era un ragazzo che ci aveva colpito per la voglia di imparare ed essere professionista fin da subito, lavorando ogni giorno per imparare. Tra noi si è instaurato un bel rapporto, poi durato nel corso del tempo rimanendo in contatto. L’impressione di lavorare con lui ora? All’inizio sembra n po’ strano, ma Julien è un ragazzo intelligente, in campo abbiamo i rispettivi ruoli e sarà molto facile lavorare con lui. Spero di avere con tutti il rapporto di fiducia reciproca”.

“Ho un ricordo bellissimo di Verona – afferma invece Rantier – Adailton ci aveva dato una grande mano,  un maestro di calcio e di vita, un signore del calcio. Con lui è nato un bellissimo rapporto ed è stato un maestro di punizioni, calciando tra l’altro con lo stesso piede. Ora è il nostro allenatore, mi fa una bella impressione la cosa, sarà un’opportunità anche per lui per la carriera da tecnico, essendo la prima volta da primo allenatore. Abbiamo davanti un grandissimo, ci si può divertire e sono sicuro possa darci tanto: gli auguro il meglio e so che ci darà una grande mano. Strano vederlo come mister? Neanche più di tanto, non sarà un problema perché lui è il mio allenatore: lo era già in campo all’epoca”. E chissà che tra un allenamento e un altro non nasca un duello a suon di punizioni: uno spettacolo da non perdere.

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