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Il "daspo" del Corte calcio alla mamma che ha insultato l'arbitro. «Un comportamento inaccettabile e vergognoso»

La società magiostrina interviene sull'episodio di domenica scorsa. «Si trattava di una sola persona, la nostra decisione deve servire da monito e da esempio per tutti»

Mario Fantini, dirigente storico del Corte Calcio, interviene sull’episodio che domenica ha visto suo malgrado protagonista la società magiostrina durante una partita del campionato Giovanissimi. Il comportamento di un genitore, che ha insultato l’arbitro durante la partita invitando il direttore di gara (una ragazzina minorenne) ad «andare a pettinare le bambole» più altri epiteti offensivi, infatti crea problemi a tutti i dirigenti. Spesso in questi casi la società è parte lesa, “vittima” del comportamento di mamme e papà che pensano di poter dire di tutto quando si presentano sugli spalti.

Fantini ci ha inviato un messaggio che pubblichiamo integralmente

Il primo pensiero è stato: una mamma ha urlato questo? Ma veramente?  Ho avuto un attimo di sconforto, misto a delusione, incazzatura e senso di impotenza. Non doveva succedere, non dovrebbe mai succedere una cosa del genere al giorno d’oggi soprattutto.

Sono nel calcio praticamente da sempre, vivo per il calcio e per i “miei” ragazzi che seguo costantemente dai più piccoli ai più grandi, e questa è una mazzata dura da mandar giù. Come società cerchiamo di dare il meglio partendo dai più piccoli, con istruttori che insegnino loro le regole di un gruppo e il modo di comportarsi dentro e fuori da campo, insieme alle regole del gioco. Solo chi c’è dentro come me e come tanti miei colleghi/amici di campo può capire quanto è difficile questo compito, quanto è più complicato insegnare la buona educazione e il rispetto per avversari e arbitri a bambini e ragazzi che abitualmente mancano di rispetto a genitori, insegnanti...piuttosto che il 4-4-2 o la diagonale difensiva. Non è facile, ma ci proviamo con tutte le nostre forze. Abbiamo però bisogno di una mano da genitori, nonni, parenti-tifosi di questi ragazzi, ed è paradossale perché dovrebbe essere il contrario......come faccio a spiegare a un ragazzino che deve avere rispetto per l’arbitro quando la mamma o il papà lo insultano dalle tribune per un fuorigioco o un rigore che non c’era? Difficile...quasi impossibile. Noi però non molliamo, come società prendiamo chiaramente le distanze da questo episodio che si commenta da solo e del quale mi dà fastidio anche solo parlare ancora. Il genitore in questione, perché ad onor del vero fortunatamente di uno solo si tratta, ha ricevuto il “daspo” dalla nostra società, e questo deve servire da monito e da esempio per tutti. E’ una cosa inaccettabile, vergognosa. Ho espresso personalmente tutto il nostro dispiacere al Presidente provinciale degli arbitri Domenico Gresia e indirettamente, per quanto consentito dal regolamento, alla giovane arbitro involontaria protagonista di questo increscioso episodio. Aggiungo, rivolgendomi alla ragazza: vai avanti ad arbitrare e a divertirti nel farlo! Come è giusto che sia per te e per tutti i ragazzi che arbitrano o giocano a calcio. E ai genitori di tutti ragazzi dico: venite allo stadio per applaudire, tifare e vedere i vostri ragazzi divertirsi! Non avete il diritto di togliere questa gioia...

Mario Fantini

Dirigente storico del Corte Calcio

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