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Prima campanella al Centro Federale Territoriale di Piacenza sotto gli occhi del responsabile nazionale Marchesini. VIDEO

Apertura ufficiale della nuova struttura che ha come obiettivo quello di puntare sulla formazione di ragazzi e ragazze con nuovi metodi di allenamento

Foto di gruppo con giocatori e tecnici del Centro Federale Territoriale di Piacenza

Prima giornata a pieno regime per il neonato Centro Federale Territoriale di Piacenza, che oggi sul campo Siboni ha radunato alcuni dei migliori ragazzi e delle migliori ragazze del calcio locale. Sotto gli occhi di Maurizio Marchesini, responsabile tecnico nazionale dei Cft, una sessantina di calciatori si è allenata per un’ora e mezza sotto gli occhi dello staff guidato da Federico Marzolini e dal responsabile organizzativo Dario Massimini. Il gruppo si ritroverà ogni lunedì al Siboni per seguire i programmi realizzati a livello centrale dai tecnici della federazione e messi in pratica in tutti e 50 i Centri Federali già operativi sul territorio.

In campo ragazzi e ragazze di quasi tutte le società piacentine, scesi sul terreno di gioco con la maglia dell’Italia fornita dagli sponsor a testimonianza di un progetto ambizioso e lungimirante che vedrà i primi risultati fra qualche tempo.

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«Per noi è un orgoglio a due anni e mezzo dal via dell’iniziativa - spiega Marchesini - presentare sul territorio 50 entità che possono portare idee nuove nel calcio giovanile». L’obiettivo di base è la formazione «attraverso una metodologia di allenamento completamente innovativa e differente. In questo modo il talento, che a 12 anni non si può rilevare stando a quanto dice la scienza, si esprimerà da solo».

Ma quali sono i problemi di un progetto così ambizioso? «L’Italia è grande e non siamo ancora disponibili al cambiamento. Tutti lo ricerchiamo ma quando c’è da rimboccarsi le maniche è meglio criticare, come diceva Giovanni Falcone. La Figc per la prima volta lavora sul lunghissimo periodo; quando si vedranno i frutti, intorno al 2025, i dirigenti che hanno avviato l'idea non ricopriranno più questo ruolo. Lo trovo un discorso estremamente lungimirante».

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