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Alessandro Pagani bloccato nella zona rossa: «Il basket mi manca, voglio dare una mano all'Assigeco»

Il team manager biancorossoblù obbligato a rimanere a Codogno. «C'è di peggio nella vita, ma abbiamo tutti voglia di riprendere le nostre normali attività»

Alessandro Pagani, team manager dell'Assigeco

«Mi manca il basket, il contatto quotidiano con i ragazzi. Chiudere tutto da un giorno all’altro è stato molto strano, ma sono convinto che presto ogni cosa tornerà alla normalità». Alessandro Pagani, team manager dell’Assigeco, sta vivendo giorni particolari, bloccato nella zona rossa di Codogno dove abita. «Sto bene» tiene subito a precisare, tranquillizzando i tanti che in questi giorni lo chiamano o gli mandano messaggi. Però non è abituato a un’inattività così lunga. «Da casa posso davvero fare poco per la squadra e mi dispiace non dare una mano. So che a Piacenza stanno facendo tutto Bausano, il fisioterapista e due allenatori, visto che anche Andrea Locardi è nelle mie condizioni. Vero che la federazione ha sospeso ogni appuntamento agonistico e non ci sono partite, ma vorrei comunque fornire il mio contributo e invece non posso».

Non è chiuso in casa Alessandro. «Si può uscire, ma abbiamo il divieto di lasciare la zona rossa. Il paese non è deserto come vogliono far credere in televisione, la gente va in giro anche se per entrare nei posti affollati, come i supermercati, è necessario indossare la mascherina. Per fortuna c’è bel tempo e qualche passeggiata riesco a farla, altrimenti davvero il tempo non passerebbe più». Il dirigente biancorossoblù tranquillizza tutti quelli che lo chiamano: «Grazie al basket ho conosciuto persone di tutta Italia. In tanti si informano sulle mie condizioni; io sto bene, l’unica limitazione è che non possiamo lasciare il nostro territorio». Così si distrae guardando la televisione. «Il problema è che in Italia hanno bloccato tutto il basket, così seguo la Nba e il calcio. Poi leggo e mi informo, adesso attendo di sapere quando si giocheranno le Final eight di Coppa Italia appena rinviate, a cui parteciperà anche l’Assigeco. E soprattutto quando ripartirà il campionato».

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Poi chiude pensando al futuro prossimo. «Speriamo tutti che al termine delle due settimane di quarantena ci diano l’autorizzazione di tornare a una vita normale. Sia chiaro, c’è di peggio nella vita, ma tutti noi vogliamo riprendere le nostre attività».  

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