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Birindelli: «La situazione è molto strana, la pallacanestro giocata ci manca». VIDEO

In casa Bakery proseguono gli allenamenti a porte chiuse in vista della gara con Giulianova. «Non è un periodo facile, ma non appena la stagione riprenderà ci faremo trovare pronti»

Duilio Birindelli in maglia Bakery

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«Viviamo una situazione strana, non è sicuramente ottimale, ma ci prepariamo per tornare più forti di prima». Anche in casa Bakery, come d’altronde in tutte le società sportive italiane, sono giorni di incertezza su calendari, rinvii, posticipi e gare a porte chiuse. Duilio Birindelli lo sa bene, così come è consapevole che lui e i suoi compagni devono farsi trovare pronti non appena arriverà il via libera per la ripresa dei campionati. Ufficialmente domenica i biancorossi saranno impegnati a Giulianova nel recupero della giornata numero 24, ma l’emergenza coronavirus continua a sviluppare un’alea di incertezza su tutti i calendari.

Come state vivendo questo momento, particolare per tutti e anche per voi sportivi?

«In effetti è strano allenarsi a porte chiuse e non sapere quando si potrà giocare; non è una situazione ottimale, ma stiamo preparandoci al meglio per limare le lacune che abbiamo. Non attraversiamo un periodo facile, ma non appena la stagione riprenderà noi ci faremo trovare pronti».

Tu hai i famigliari in Argentina. Immagino che avranno timore per quanto sta succedendo qui in Italia.

«Parecchio, anche perché i telegiornali parlano della zona di Piacenza, senza sottolineare che si tratta di un’area molto più vasta. Ma ogni giorno ci sentiamo e cerco di tranquillizzare i miei parenti».

Provando a parlare di pallacanestro, come è possibile tenere alta la tensione in una fase in cui non state giocando e regna l’incertezza su quando potrete tornare in campo?

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«Anche in questo caso non è semplice, ma dobbiamo continuare a lavorare ogni giorno. Campanella ci sta tenendo sotto pressione, la scorsa settimana abbiamo effettuato delle doppie sedute giornaliere, adesso invece siamo più concentrati su Giulianova perché l’appuntamento è alle porte. Siamo pronti e vogliamo ripartire al più presto perché stare fermi non fa bene a nessuno. Comprendiamo la situazione non ottimale, ma a noi manca la pallacanestro perché ci divertiamo a giocare ed è anche il nostro lavoro»

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