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Dallavalle rinuncia ai Mondiali: «Non sono pronto, bruciare le tappe sarebbe sbagliato». FOTOGALLERY

Il piacentino domenica aveva ottenuto il minimo chiesto dalla Federazione con un 16.87 nel Triplo che gli era valso l'argento agli Europei. «Ancora non ho capito cosa ho combinato a Grosseto. I complimenti più belli? Quelli di Fabrizio Donato»

La gioia di Andrea Dallavalle dopo l'argento di Grosseto (f. Colombo/Fidal)

L’annuncio arriva verso la fine del colloquio: «Non andrò ai Mondiali di Londra». Andrea Dallavalle stupisce tutti: solo ieri, a poche ore dal termine previsto per conquistare il minimo, era volato a 16.87 nel Salto Triplo conquistando in un colpo solo l’argento agli Europei Under 20, il primato italiano di categoria e la prima storica qualificazione per la rassegna iridata assoluta. Oggi, a poche ore dall’incredibile risultato, un annuncio che coglie di sorpresa ma dimostra la maturità di un ragazzo di soli diciassette anni e la sua capacità di ascoltare chi gli sta intorno e lo consiglia per il meglio. «Dico la verità - racconta Andrea, portacolori dell'Atletica Piacenza - io ai Mondiali sarei andato di corsa. Ma ho ottenuto la qualificazione nell’ultimo giorno disponibile, ne ho parlato con il mio tecnico Ennio Buttò e la mia famiglia e insieme abbiamo deciso di rinunciare. Non sono preparato e bruciare le tappe sarebbe stato sbagliato. Mi dispiace molto restare a casa, ma ho ancora bisogno di migliorare e di maturare per confrontarmi con i migliori».

Torniamo indietro di qualche ora: ti sei reso conto di cosa hai combinato a Grosseto?

«Onestamente non ancora. Forse fra qualche giorno lo capirò, ma per il momento sono ancora confuso. Il balzo a 16.87? La pedana era buona, io ero in forma e speravo di migliorare il record italiano di categoria che dopo la prova di Firenze sembrava più vicino. Mi aspettavo una misura intorno ai 16.60-16.70, poi al primo salto sono atterrato a 16.67 nonostante un caldo incredibile e una gara programmata alle 15 che mi faceva sentire stanco già dopo il primo salto».

Poi cosa è successo?

«Ho raccolto tutte le energie, stimolato anche dal francese che mi aveva superato in classifica, e sono volato il più lontano possibile. Subito non ho capito cosa fosse successo. Anzi, se devo dire la verità non l’ho capito nemmeno adesso».

Questa notte hai dormito?

«No. La federazione ha organizzato una festa, era giusto sottolineare un risultato incredibile. Per riposarsi c’è tempo».

Quali sono stati i complimenti che ti hanno fatto più piacere?

«Quelli di Fabrizio Donato e della mia famiglia».

Una medaglia importantissima come l’argento europeo merita una dedica.

«Innanzitutto al mio allenatore Ennio Buttò. Lavoriamo insieme, mi segue sempre, se la merita, così come tutta la mia famiglia e la mia fidanzata Michela Mulas».

Con la misura ottenuta a Grosseto avresti vinto agli Assoluti: c’è rammarico per un risultato “mancato”?

«Mi sarebbe piaciuto conquistare l’oro, ma quella per me era una gara di passaggio, dovevo prepararmi agli Europei Under 20 e i risultati mi hanno dato ragione. In un anno sono migliorato di un metro».

Quali sono i prossimi obiettivi e dove pensi di poter arrivare?

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«Difficile da dire. A medio termine l’appuntamento più importante sono i Mondiali Under 20 del prossimo anno in Finlandia. In mezzo ci saranno gli Italiani, che non vanno mai trascurati, ma il mio traguardo principale resta la rassegna iridata della prossima stagione. Devo salire un gradino alla volta, mi servirà per prepararmi al meglio in vista del futuro e delle gare assolute».

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