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Qual è lo schema migliore di digiuno intermittente da adottare?

Non è un tipo di dieta ma uno stile di vita, una strategia alimentare per migliorare la nostra salute. Le "finestre" in cui è possibile mangiare e i periodi in cui bisogna restare senza cibo

Prosegue su Sportpiacenza la rubrica dedicata all'attività fisica, all'alimentazione e più in generale a tutto quanto serve per stare bene. A guidarci passo dopo passo sarà Carlos De Lellis, conosciutissimo preparatore di società sportive professionistiche. Ai nostri lettori darà indicazioni, consigli e suggerimenti per svolgere un'attività alla portata di tutti. E chi vorrà avrà anche un'opportunità ulteriore: scrivendo a redazione@sportpiacenza.it potrà presentare le proprie domande a De Lellis, che avrà dunque un filo diretto con il preparatore. Le più interessanti saranno pubblicate in questa rubrica.

Ci sono molti e diversi modi per digiunare in modo intermittente. Personalmente ho seguito tutti i differenti programmi, per curiosità scientifica e mai come uno stile di vita. Finché un paio di anni fa ho adottato il digiuno come stile di vita. Il digiuno intermittente non è un tipo di dieta, è un modo di vivere e nutrirsi, una strategia alimentare per migliorare la nostra salute. Ci sono due tipi di digiuno: uno eseguito quotidianamente, in cui esiste una finestra oraria per mangiare e un altro invece che contempla un certo numero di giorni alla settimana senza cibo, un'alternanza di momenti up e momenti down.
Qual è il migliore? Quello che vi farà sentire in controllo e che si potrà seguire per un lungo periodo di tempo. Non ci sono obiettivi di peso da raggiungere. Qalcosa che inizia e finisce è una dieta, il digiuno Intermittente si protrae per tutta la vita, è funzionale e non pesa a livello psicologico.
Prima di iniziare a descrivere le finestre, vorrei parlare ancora di ormoni. Nel precedente articolo ho spiegato che l'insulina è fondamentale nel meccanismo di deposito dei grassi oppure nell'utilizzo come energia. L'insulina alta significa che il corpo vuole immagazzinare grasso, se è bassa i grassi vengono utilizzati per fornire energia e questo provoca una perdita di peso corporeo che viene mantenuto a lungo. Ma l'insulina non è l’unico ormone che incide su questi eventi metabolici. Ghrelina e leptina lavorano insieme per fornire segnali che riguardano il consumo di cibo e il quantitativo di grasso che viene immagazzinato nel corpo. La ghrelina ci dice che abbiamo bisogno di mangiare, la leptina invece ci indica quando smettere di mangiare. Se il nostro corpo è sensibile ad entrambi vuol dire che tutto funziona bene, e come conseguenza non abbiamo sovrappeso né problemi metabolici. Studiando le persone obese hanno trovato uno squilibrio ormonale verso la leptina; inoltre l'elevata quantità di insulina agiva in modo che un eccessivo peso corporeo fosse mantenuto, come se si trattasse del peso forma.

Un bambino non conosce le calorie che consuma, sa invece quando ha fame e quando può fermarsi, è come un orologio perfettamente funzionante. Avete mai tentato di far mangiare un bambino piccolo quando non ha fame? E' impossibile, perché i bambini vengono al mondo con ormoni dell'appetito che funzionano a meraviglia. Poi siamo noi che li forziamo a mangiare seguendo schemi arbitrari a ore prefissate, nutrendoli inoltre con cibi sofisticati e molto elaborati.
Ogni volta che seguiamo una dieta di restrizione calorica, oppure contiamo le calorie o mangiamo seguendo uno schema dei pasti arbitrario, disconnettiamo il nostre ormone della sazietà. Si mangia perché è ora o perché c’è del cibo disponibile: più di frequente lo facciamo e peggio stiamo.

Non è colpa tua se non puoi seguire una dieta, sono i tuoi ormoni: la ghrelina ha presso il sopravvento "costringendoti" a mangiare di più. Non ricevi più segnali dalla leptina che ti comunica di aver mangiato a sufficienza. La fame continua è patologica, mentre la sazietà è un buon segnale, il nostro corpo è felice e sta bene.

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